Un monastero vince il premio “Sostenibilità 2017”

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Autore: Staff

Il Monastero di San Secondo, ex convento degli Olivetani, di Isola Polvese, dopo anni di recupero torna a nuova vita e si aggiudica il Premio Sostenibilità 2017 per la categoria “Ristrutturazione non Residenziale”.

L’imponente edificio, risalente agli inizi dell’anno Mille, fu acquistato dalla Provincia di Perugia nel 1973 ma è solo nel 2005 che si svolge la cerimonia di posa della prima pietra. Si tratta di un intervento di recupero molto importante, studiato secondo modalità ecocompatibili, capace di rendere autonomo dal punto di vista energetico l’intero immobile. L’operazione è costata circa 2 milioni e mezzo di euro finanziati dalla Provincia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, UE e Regione.

I lavori si sono svolti per stralci funzionali e, dopo le fasi di recupero strutturale e di consolidamento, l’attenzione è rivolta ora agli spazi interni. Il complesso del monastero, ubicato nella parte sommitale della più grande delle isole del Trasimeno, diventerà sede del Centro Studi di didattica ambientale e sarà utilizzato dall’Arpa Umbria. Un’altra ipotesi di utilizzo potrebbe essere legata alla convegnistica.

Ogni anno l’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena (AESS), organizza un concorso nazionale. Tale concorso ha come obiettivo la valorizzazione e divulgazione delle buone pratiche del costruire. Bioarchitettura ed efficienza energetica sono i principi costruttivi alla base delle valutazioni per l’individuazione dei progetti o delle realizzazioni da premiare.

Quest’anno il premio per la categoria “Ristrutturazione non Residenziale” è andato al Monastero di San Secondo. Quali sono le caratteristiche del progetto di recupero e riqualificazione?

Come spiega il progettista e direttore dei lavori, architetto Sergio Formica: <<Le lavorazioni che hanno riguardato il complesso sono state eseguite nel rispetto delle tecniche costruttive del monumento, con l’utilizzo dei materiali originari e secondo criteri e metodi conformi ai principi dell’architettura bioecologica. Ciò si è tradotto, nell’ecobilancio dei materiali impiegati: non tossici e non inquinanti sia in fase di produzione che di futuro smaltimento, scelti in funzione di costi energetici accettabili e prodotti in luoghi prossimi all’insediamento. I lavori di finitura sono stati effettuati recuperando gli intonaci esistenti o impiegando malte e intonaci “naturali”. Anche nel caso degli infissi, in legno massello di castagno, si è scelto dei trattamenti a base di prodotti naturali (terpene d’arancio, aceto di vino, uova, trementina e cera d’api). Per il riscaldamento della struttura si è ricorsi ad un impianto termico a pavimento che diffonderà calore per irraggiamento e la sua alimentazione è prevista mediante una caldaia a cippato (o pellet), ricavato dalle potature delle specie arboree presenti sulla Polvese, sufficiente per l’intera struttura. Anche le aree circostanti sono state sistemate attraverso la realizzazione di percorsi pedonali ed una fontana difronte all’ingresso principale.>>

Il premio tende ad esaltare i caratteri distintivi del progetto: il rispetto e la piena integrazione con l’ambiente naturale, il controllo dei consumi di energia, l’impiego di materiali e tecniche non inquinanti e non nocive per la salute dell’uomo, la sostenibilità sociale ed economica, l’innovazione.

Ecco, quindi, il commento del vicepresidente della Provincia di Perugia Roberto Bertini: <<Portiamo a compimento un’opera di recupero e riqualificazione impegnativa e di grande pregio, con la quale la Provincia ancora una volta si pone all’avanguardia in quanto a progettazioni innovative e altamente compatibili con l’ambiente e il contesto circostante.>>

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