Trulli, recupero e titoli abilitativi

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Autore: Staff

Nell’estate del 2005, Carlo, Anna e il piccolo Peppe decidono di acquistare un fazzoletto di terra impreziosito dalla presenza di un piccolo complesso di trulli nell’agro di Cisternino. E’ tutto da sistemare. Il sito era utilizzato da un contadino come deposito per gli attrezzi di lavoro. L’architetto Maselli Campagna, tecnico di fiducia della coppia, comincerà i lavori soltanto a fine estate del 2009.

L’intervento ha richiesto poco meno di otto mesi per la realizzazione della parte strutturale dei trulli (escludendo quindi le finiture e gli arredi). Si tratta di un intervallo di tempo adeguato ma che, al tempo della pianificazione del cronoprogramma, sembrava impossibile vista l’entità dei lavori che insieme all’impresa erano stati preventivati.

L’operazione da effettuare sul sito e sui trulli, nella sua totalità, era molto complessa per cui si è pensato di scindere le opere in due fasi autorizzative. E’ stata presentata presso l’ufficio tecnico comunale, dapprima una segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) in modo da poter eseguire immediatamente una serie di lavori di sbancamento, allineamenti altimetrici e prime fasi del recupero. I lavori di realizzazione della nuova volumetria, invece, sono stati possibili presentando un permesso di costruire (PDC) che ha richiesto diversi mesi per l’approvazione da parte dell’ente competente, nonostante l’assenza di vincoli paesaggistici.

Tutti i lavori sono stati effettuati da una piccola e giovane impresa locale ben radicata sul territorio, caratterizzata da un forte legame con la tradizione della pietra e dei trulli.

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A seguito del certosino rilievo effettuato dall’architetto Maselli Campagna, i primi lavori sono stati effettuati sul terreno circostante i trulli in modo da definire correttamente tutte le altimetrie e le pendenze per poi creare una prima bozza del progetto di trasformazione. Su questa poi, sono state individuate tutte le zona soggette all’intervento: la precisa area di ampliamento del trullo con i nuovi coni, le zone pertinenziali, gli impianti, il parcheggio e le aree a verde.

All’avvio del cantiere, particolarmente problematica è stata la soluzione di arrivo alla proprietà da parte dei mezzi pesanti. La stradina poderale di accesso risultava troppo stretta per questo, è stata oggetto di un allargamento della sezione.

Il problema della individuazione del piano di campagna esterno è stato naturalmente affrontato insieme alla quota del piano di calpestio interno al trullo. É risultato, infatti, sin da subito evidente che la quota interna del trullo dovesse essere abbassata per due ordini di motivi: per permettere di usufruire dei vani interni del trullo stesso poiché risultavano troppo bassi e con archi interni con altezza intorno a 150-160 cm; per consentire di alloggiare, nel pacchetto della chiusura di base, tutti gli impianti : fognario, idraulico e termico.

L’abbassamento di quota del piano di campagna e dei pavimenti interni ha consentito quindi di scoprire e verificare quella che era una pratica diffusa nella individuazione della posizione di un trullo. In passato, la scelta della zona, dove poi si doveva erigere il trullo, dipendeva dalla presenza nel terreno di  un solido e stabile banco di roccia su cui poter poggiare direttamente i carichi della struttura.

Se all’esterno, quindi, ci si è limitati a smuovere il terreno superficiale (circa 80 cm) per esporre lo strato di roccia, all’interno si è dovuto effettuare un lavoro molto più impegnativo, e allo stesso tempo delicato, per rompere gli strati di roccia (del piano di calpestio) usufruendo fin dove possibile, visti gli spazi angusti, di martelli demolitori idraulici.

Un passo fondamentale del lavoro di recupero di un trullo è lo scoperchiamento dei coni esistenti. In gran parte dei casi i coni, realizzati con chianche tagliate a mano e posizionate senza malta, presentano smottamenti, frane parziali e spaccature delle pietre. In questo caso semplicemente i coni non avevano più tenuta stagna, infatti, sulle superfici di rivestimento interne, vi erano infiltrazioni di acqua piovana.

L’intervento consiste, quindi, nel consolidamento della struttura su cui poggiano i coni secondo la tecnica del cuci-scuci. Successivamente si effettuano operazioni di cernita e recupero delle chianche dei coni esistenti scartando quelle maggiormente rovinate.

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