Trulli, tra innovazione e tradizione

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Autore: Staff

Siamo a fine marzo del 2010 ed i lavori di consolidamento e ampliamento dell’intero complesso di trulli, di proprietà di Anna e Carlo, quasi volgono al termine.

Gran parte del lavoro è stato svolto con immensa precisione dai maestri trullari, abili artigiani della pietra calcarea locale. Obiettivo del progettista è quello di integrare il recupero attraverso tecniche tradizionali con l’utilizzo di materiali biocompatibili e sistemi innovativi per il contenimento energetico. E’ proprio in quest’ottica che sono state studiate tutte le soluzioni impiantistiche.

A pensarci bene, i trulli rappresentano il primo esempio di casa passiva e l’architetto Giorgio Maselli Campagna questo lo sa bene. Tutti gli accorgimenti sono finalizzati ad isolare il trullo termicamente: la notevole inerzia termica della pietra, il generoso spessore delle pareti, l’intercapedine interna alle murature della base e del cono di copertura (costituita da pietrame di varia pezzatura proveniente dagli scarti delle lavorazioni), la disposizione del fronte principale verso sud, le aperture ridotte al minimo.

La realizzazione dell’intercapedine perimetrale, ha permesso di consolidare la base delle murature e di posizionare al suo interno le tubazioni per il recupero delle acque meteoriche, convogliate attraverso i vecchi e nuovi canali in pietra nella riserva idrica a valle e utilizzate a scopo irriguo o per analoghi fini che non richiedono potabilizzazione.

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Le murature sono di pietra faccia a vista, sono state ripulite a mano e non sabbiate per evitare abrasioni; le commessure tra i blocchi sono state chiuse con calce idraulica per favorire la traspirazione. Gli intonaci sono anch’essi a base di calce idraulica e pitturati a calce viva, rivestiti con pitture naturali traspiranti. Per le pavimentazioni sono state utilizzate antiche basole di pietra, montate dopo la predisposizione delle installazioni impiantistiche, seguite dalla stesura dell’impianto di riscaldamento a pavimento.

Sempre nella massima sostenibilità, è stato recuperato il vecchio camino, mentre per l’illuminazione artificiale si è fatto ricorso a soluzioni illuminotecniche semplici e al led. Anche in cucina come nei bagni il riscaldamento è a pavimento; al posto di comuni lavabi sussistono lunghi bacini squadrati che appoggiano su reggipiani in pietra. Tutto il piano di lavoro della cucina è stato rivestito con particolari maioliche recuperate in un mercatino dell’antiquariato pugliese. Gli scarichi degli sciacquoni dei wc utilizzano l’acqua, delle precipitazioni piovane, raccolta in una cisterna (4x4x4m) scavata nella roccia e resa stagna mediante l’uso di malte specifiche. Non essendoci rete fognaria, l’eliminazione delle acque reflue avviene attraverso una fossa imhoff.

Tutta la struttura è stata pensata per garantire un elevato isolamento termico. La scelta dei serramenti, quindi, non è stata dettata soltanto da esigenze estetiche ma anche prestazionali e di sicurezza antieffrazione.

L’utilizzo di materiali naturali, dalla calce idraulica all’utilizzo di pigmenti per le pitture, alle basole in pietra di Cursi per i pavimenti ecc. fanno percepire all’interno un ambiente sano, che respira e che interagisce quasi organicamente con il contesto facendo sentire la storia del luogo. L’architetto è riuscito a risolvere pienamente le problematiche funzionali, assolvendo al contempo le richieste dettate dalla sensibilità e dal gusto personale dei committenti, compresi il grande parcheggio all’ingresso della proprietà e la terrazza prendisole. Di sicuro, il continuo dialogo tra Giorgio e la coppia ha facilitato il lavoro. I trulli hanno riacquistato splendore, così, adesso, dominano l’incantevole paesaggio della Valle d’Itria pugliese.

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