Trulli, che passione!

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Autore: Staff

La passione per i trulli non ha confini anche se gli amanti del genere, ovviamente, scelgono la Puglia. Chi vive in Puglia conosce molto bene la “costa dei trulli”. Quanti di noi, percorrendo la SS16 per raggiungere il mare, ammirano incantati queste caratteristiche costruzioni? Le troviamo sparse qua è là in un paesaggio che pare dipinto con le diverse tonalità del marrone a fare da contrasto alle mille sfumature azzurre dell’Adriatico e del cielo.

Quella di oggi non è la solita rubrica del #blogdeilavori. Non vi portiamo tra i palazzoni di città. Questa volta vogliamo parlarvi del lavoro di un architetto e del sogno di una famiglia. Vi mostriamo un progetto architettonico perfettamente integrato col paesaggio.

Carlo, Anna ed il piccolo Peppe trascorrono da anni le vacanze estive ad Ostuni finchè nel 2005, stanchi di girare in lungo e in largo in auto per tutta la Puglia, decidono di acquistare una piccola proprietà nell’agro di Cisternino, c.da Guardiarello. Si tratta di un piccolo pezzo di terra impreziosito dalla presenza di 5 vecchi trulli fatiscenti dalle diverse dimensioni, tante erbacce intorno e qualche muretto a secco da ripristinare.

Il complesso di trulli era utilizzato in passato come deposito agricolo. Magari qualche contadino lo utilizzava anche come riparo dal sole cocente tipico della lunga estate pugliese. Le porte

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sono semplici, fatte con vecchie assi di legno. All’interno è parecchio sporco, non è pavimentato, c’è solo un sottofondo irregolare e la calce sulle pareti presenta macchie di umidità oltre che di vino e olio. Sono ancora presenti alcuni attrezzi da lavoro: secchi, scale in legno, corde, tubi, fili di ferro, cestini in legno, una vecchia damigiana e una sedia in paglia. 

Anna e Carlo sognavano da tempo una piccola residenza estiva in Valle d’Itria, una casa intima all’interno con un ampio spazio esterno dove prendere il sole, chiacchierare con gli amici al tramonto e potersi prendere cura del verde con il gracchiare delle cicale di sottofondo. I trulli sono parecchio malandati ed è impossibile venirci a passare i weekend per la prossima estate. Gli ambienti interni sono troppo piccoli per sistemarci una cucina accogliente, una sala da pranzo, due ampie camere da letto ed un bagno. Il piccolo Peppe non vede l’ora di scorrazzare tutto intorno col suo cane, circondato da amici e cuginetti.

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Ma come si recupera un trullo? Forse, sarebbe meglio ampliarlo? Quali possibili soluzioni progettuali è bene adoperare per trasformarlo al meglio viste le esigenze di Anna, Carlo e Peppe? Da dove iniziare vista persino l’assenza di un viale carrabile sterrato e ben definito di accesso? I dubbi sono tanti, per questo la coppia decide di rivolgersi ad un tecnico di fiducia, l‘Architetto Giorgio Maselli Campagna. 

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Contrariamente a quanto si possa pensare, il progetto per la ristrutturazione ed ampliamento di un trullo affronta argomenti e metodologie di approccio complesse. Sono state adottate, infatti, tecniche non proprio tipiche delle tipologie abitative rurali arcaiche e così fortemente legate alla terra ed ai materiali lapidei.

Nelle prossime rubriche vi racconteremo passo dopo passo tutto l’operato certosino di Giorgio. Vi spiegheremo come sia riuscito, in meno di un anno, a realizzare lavori importanti partendo da un progetto minimalista e a basso impatto ambientale. Niente fronzoli, solo ornamenti “poveri”, proprio come ci si aspetta che sia il trullo nella sua essenza, senza rinunciare alle soluzioni tecnologiche dettate dal comfort e dalla praticità che una normale abitazione richiede. Stay tuned!

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