Triggiano, il cantiere della casa passiva

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Autore: Rossana Saponaro

Come cambia il concetto di cantiere quando l’obiettivo è quello di progettare e costruire in modo ecocompatibile ed ecosostenibile? Noi di Casa Smart siamo andati a trovare i costruttori di complessi costituiti da tante unità di casa passiva.

Lunedi scorso, 27 febbraio, siamo stati ospiti del cantiere “Lotto 1/c, maglia ad est di via Matteotti” a Triggiano, Bari. Abbiamo trovato, subito pronti ad accoglierci, il Sig. Antonio Varvara, titolare dell’impresa edile che da lui prende il nome, e l’Ing. G. Tunzi, coordinatore della sicurezza oltre che strutturista.

I padroni di casa hanno voluto subito mostraci qualcosa di cui vanno fieri: “Guardate quei due palazzi in fondo. Li abbiamo realizzati con gli stessi principi di questo cantiere e, quando c’è stata la nevicata a gennaio, le persone erano tranquillamente in casa al caldo. Le famiglie hanno pagato bollette con cifre bassissime.”

Il cantiere oggetto del nostro incontro, invece, è già abbastanza avanti con i lavori. Si possono ammirare i quattro impalcati e le pareti esterne avvolti dalle impalcature.

La struttura ingloba due corpi scala con ascensore. E’ dotata di quattro alloggi per piano, un attico, un appartamento a piano terra, locali commerciali ed un piano seminterrato adibito ad autorimessa.

La società, insieme ai progettisti ed in collaborazione con il Centro di Fisica Edile (CFE), punta a realizzare un edificio di alta qualità energetica, a basso consumo ed elevato comfort abitativo. Tutte le unità abitative saranno dotate di Certificato Energetico Classe A1-A2. Al termine dei lavori l’edificio sarà sottoposto a Test di tenuta all’aria (Blower door Test) e Test prove acustiche da calpestio.

All’incontro hanno preso parte anche Bartolo Borrelli della EssebiConsulting, uno dei principali fornitori di materiali necessari per la realizzazione di questo manufatto, e Giovanni Castronuovo addetto alle vendite. E’ entusiasmante conoscere gran parte degli attori della filiera e potersi confrontare sulle innovazioni tecnologiche oltre che normative. La domanda che tutti si pongono è la stessa: è davvero in ripresa il mercato dell’edilizia?

Ed è con questo interrogativo che muniti di caschetto, accompagnati da Bartolo e Giovanni, cominciamo il tour all’interno del cantiere.

La struttura portante dell’edificio è un telaio in cemento armato con partizioni orizzontali in laterocemento. Il tamponamento delle pareti disperdenti è realizzato mediante parete monoblocco (blocco portante Ytong). Tutte le chiusure, orizzontali e verticali (solai e murature), sono state studiate e realizzate con particolare attenzione rispetto alle dispersioni termiche e all’isolamento acustico.

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Bartolo tiene molto a mostrare alcuni nodi strutturali in cui la stratigrafia è ancora ben visibile. Ci fa notare, ad esempio, lo strato di lana di roccia posto tra la gabbia in cemento armato dell’ascensore ed il rivestimento in tufo della parete. Ancora, il taglio dei blocchi eseguito da “mastro” Vito per sagomare in maniera corretta le aperture in corrispondenza degli infissi e del relativo cassonetto. Tra i materiali depositati, spiccano i colori dei pannelli di polistirene espanso. Viene utilizzato nella chiusura di base e, con spessori maggiori, nel solaio di copertura. Ci sono anche numerosi rotoli neri di guaina impermeabilizzante.

Giovanni sottolinea con precisione la volontà dei progettisti e dell’impresa di prestare un occhio di riguardo alla cura dei ponti termici. Essi, infatti, assumono un’importanza rilevante negli edifici ad elevato rendimento energetico. Al di là delle dispersioni termiche, fortemente incidenti sul bilancio energetico globale dell’edificio, i ponti termici sono responsabili dell’abbassamento della temperatura superficiale. Tale temperatura, una volta raggiunto il punto di rugiada, causa formazione di umidità. Le conseguenze sono diverse: dalla presenza di muffe allo sfarinamento della pittura, al distacco dell’intonaco.

Mentre le maestranze continuano il lavoro, noi raggiungiamo il Sig. Varvara e l’Ing. Tunzi per un caffè. Qualche domanda ancora di approfondimento sui prossimi stati di avanzamento del cantiere e siamo ai saluti.

Ci rivedremo presto, Casa Smart seguirà passo dopo passo le prossime fasi di lavoro fino all’ultimazione dell”intervento. C’è da fare ancora tanto: ripartizioni interne, installazione degli impianti, montaggio di infissi e finiture. Senza dimenticare l’esecuzione dei test finali.

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