Trasformare l’area verde condominiale in campo sportivo, si può?

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Autore: Staff

Spesso le Corti hanno dovuto affrontare il tema delle modificazioni consentite dall’art. 1102 c.c.. Questo articolo, infatti, disciplinando l’uso della cosa comune, come un’area verde, è uno strumento per i singoli condomini per apportare migliorie o modificazioni ritenute opportune, sempre che l’utilità non sia in contrasto con la destinazione del bene, evitando che queste, al contempo, vadano ad integrare delle innovazioni vietate dall’art. 1120 c.c.

Sono vietate infatti le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.

In sostanza, sarà sufficiente che il godimento sia limitato anche ad uno solo dei condomini perché l’innovazione possa considerarsi vietata e, quindi, non approvabile dall’assemblea in danno del singolo.

Più facile a dirsi che a farsi. Per questo motivo sono sorte diverse interpretazioni circa il perimetro applicativo di tale norma, la sua concreta attuazione nel rispetto del limite delle innovazioni vietate.

Un caso recente ha di fatti sollevato il quesito circa la legittimità della delibera del condominio di destinare un’area verde allo svolgimento di attività sportive per i condomini, nello specifico un campo da calcetto e beach volley.

La delibera era stata impugnata da un condomino chiedendone la nullità e/o annullabilità o comunque il ripristino dello stato dei luoghi in quanto la modifica consisteva in un’alterazione della caratteristica di area verde ed allo stesso tempo impediva ai condomini di farne pari uso, in quanto non tutti avrebbero potuto utilizzarlo.

Il tribunale aveva quindi ordinato la rimozione delle strutture sportive già installate dal condominio, qualificando tali modifiche come innovazioni in base al su citato art. 1120 c.c.

Il caso arriva in Corte d’Appello la quale con la sentenza n. 262/2017, ha ritenuto invece legittima la delibera con cui l’assemblea condominiale aveva adibito un’area verde, strettamente aderente all’edificio, a campo di calcetto e beach volley.

Nello specifico, trattandosi di semplice collocazione sul terreno di due porte da calcio ed una rete da pallavolo, strutture facilmente amovibili in qualsiasi momento, queste non avrebbero comportato alcuna alterazione della destinazione dell’area, né avrebbero impedito ai condomini di farne pari uso, anche se è prevedibile che non tutti avrebbero potuto utilizzare l’area come campo sportivo.

Tale assunto però non è bastato a dar ragione al condomino contrario. I giudici d’appello, richiamandosi all’articolo 1102 del Codice civile, hanno ribadito che il condominio può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne pari uso secondo il loro diritto, anche se è prevedibile che alcuni condomini, in pratica, non lo faranno. A tal fine può apportare le modificazioni ritenute opportune, sempre che l’utilità non sia in contrasto con la destinazione del bene.

Elisabetta Belviso, consulente giuridico.

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