Torre Annunziata, fotografia dei centri storici italiani

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Autore: Rossana Saponaro

Rione Vallone, Torre Annunziata, alle ore 21.30 di sabato scorso si è verificato un nuovo crollo. A cedere questa volta è il solaio di una palazzina sita tra via Pagano e vico Monteleone. I coniugi sono vivi per miracolo. Poco prima del boato, si erano spostati, infatti, dalla camera da letto alla cucina. Gli amministratori del territorio reclamano, ormai con urgenza, il fascicolo del fabbricato.

Sono anni che in Italia si dibatte circa i piani di recupero dei centri storici, eppure sappiamo bene in quale stato riversano oggi quelli che una volta erano i cuori pulsanti dei nostri territori. Torre Annunziata ne è un esempio.

Intervenire sul preesistente presuppone un’attenta analisi e, quindi, una raccolta dettagliata della documentazione pregressa. L’esperienza dimostra che quest’ultima risulta essere sempre approssimativa e sommaria, mai adeguatamente valutata nella fase di riqualificazione. La tutela dei centri storici, ricordiamolo, si fonda sull’art. 9, comma 2 della Costituzione Italiana che obbliga la Repubblica a tutelare il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione.

L’episodio avvenuto a Torre Annunziata sabato sera si somma ad altri, tanti, campanelli d’allarme sparsi sul territorio italiano.

E per fortuna non si sono registrate vittime. Grazie al pronto intervento di di polizia municipale, carabinieri e vigili del fuoco, le due famiglie residenti, in totale sette persone, sono state sfollate.

Diverse le dichiarazioni degli amministratori. Per Borrelli, consigliere Regione Campania, <<Le indagini sul crollo di Torre Annunziata stanno facendo emergere gravi irregolarità, inadempienze e false dichiarazioni che confermano, ancora una volta, la necessità che venga finalmente istituito il fascicolo del fabbricato, l’unica possibilità che abbiamo per avere un minimo di certezza sulla qualità e sulla storia delle costruzioni esistenti>>

«Per fortuna – ha affermato il primo cittadino, Vincenzo Ascione – il crollo del solaio non ha causato danni a persone. Il patrimonio immobiliare della città, soprattutto nel centro storico, presenta non poche criticità. Pertanto, rivolgo un appello a tutti i proprietari degli edifici a rischio affinché segnalino all’UTC eventuali problemi strutturali. Inoltre, già dall’anno scorso, con la Legge di Bilancio 2017, il governo ha introdotto le agevolazioni fiscali “Casa Sicura” che permettono di detrarre, in cinque anni, fino all’85% delle spese sostenute per l’adeguamento strutturale dell’immobile, per un massimo di 96 mila euro. Infine – ha concluso Ascione – quest’anno, con l’approvazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale) sarà introdotto il “fascicolo del fabbricato”, dove saranno annotate le informazioni di ogni singolo edificio».

Auspichiamo che lo strumento del fascicolo del fabbricato venga adottato sempre più dalle amministrazioni comunali. E perché no, che faccia da volano per la tutela e la rinascita dei nostri preziosissimi borghi antichi. Il fascicolo del fabbricato è un’occasione per tutti!

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