Split payment obbligatorio, quali conseguenze per i professionisti?

In città,norme e tributi il
Autore: Staff

Sono entrate in vigore le nuove regole sullo split payment. Per tutte le fatture emesse a partire dal 1° luglio 2017 scatta la misura prevista dall’art.1 del decreto-legge 50/2017 convertito in legge dal Senato lo scorso 15 giugno (DDL 2853) e si applica a tutti gli ordini professionali.

Di cosa si tratta? E’ un meccanismo per cui il fornitore della Pubblica Amministrazione emette regolarmente fattura ma non incassa l’IVA, che l’ente pubblico versa direttamente allo Stato.

Con lo split payment, il versamento dell’Iva dovuta per le operazioni effettuate nei confronti di soggetti pubblici è esteso a tutte le operazioni (prestazioni di servizi e cessioni di beni) effettuate nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni inserite nel conto consolidato pubblicato dall’Istat.

Lo split payment si applica, quindi, non solo alle imprese fornitrici delle PA ma anche ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito, si parla chiaramente dei compensi per i professionisti e Partite IVA, nonchè alle società controllate dalle PA.  

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Quali sono gli enti coinvolti? L’elenco completo è fornito dal Dipartimento delle Finanze così come regolamentato dal decreto ministeriale del 27 giugno 2017. Prima ad essere interessate erano solo le Pubbliche Amministrazioni: Comuni, Province e Regioni. Per garantire maggior trasparenza, il Dipartimento delle finanze ha svolto una ricognizione delle amministrazioni pubbliche e delle società destinatarie della disciplina sulla scissione dei pagamenti, individuando ed introducendo le società partecipate pubbliche tra cui le Ferrovie dello Stato, Consip, Anas, le ex municipalizzate e gli ordini professionali.

Di fatto, lo split payment interesserà tutti i professionisti attivi nei lavori pubblici. Quali saranno gli effetti? Si tratta di anticipare l’Iva per conto dello Stato attendendo rimborsi dai tempi biblici. Il rimborso spetta all’Agenzia delle Entrate, con quali tempi?

Facendo due calcoli, nel momento in cui si pagheranno fornitori e materiali si dovrà versare il costo più Iva, per un corrispettivo di 122 (100 più 22% Iva). Quando si tratterà invece di essere pagati per il progetto per cui sono stati acquistati quei servizi o materiali verrà corrisposto 78 (100 meno il 22% Iva).

Così si è espresso sul tema il Presidente del CNI, Zambrano, nella giornata conclusiva del 62° Congresso Nazionale degli Ingegneri: “La drastica contrazione della liquidità determinata dal mancato incasso dell’Iva comporterà per i professionisti il crescente ricorso a fonti di finanziamento bancario, con conseguente aumento degli oneri per interesse”.

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