Nell’ambito dello smart working registriamo che il Comune di Rieti ha lanciato il progetto “Smart Village”, con il quale intende incentivare l’arrivo di persone che lavorano da remoto. L’iniziativa dell’amministrazione comunale si sostanzia in un contributo del 50% sull’affitto per coloro che decideranno di risiedere per almeno tre mesi.

Il contributo all’affitto, del progetto Smart Village del Comune di Rieti, sarà pari al massimo per il 50% fino a sei mesi e comunque non potrà superare i 200 euro mensili. Con questo incentivo, dall’inizio del 2021, l’amministrazione comunale ha provato ad attrarre persone che vogliano trasferirsi in città.

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Nell’illustrare la proposta il vicesindaco, ed assessore alle Attività Produttive, Daniele Sinibaldi ha aggiunto: “In questo periodo di pandemia abbiamo assistito all’esplosione del fenomeno dello smart working. Considerando che il territorio reatino, con la sua ricchezza di storia, tradizioni e relazioni, si presta ad offrire la possibilità a coloro che effettuano la propria attività lavorativa da remoto, di avere una qualità della vita nettamente migliore per sé e per le proprie famiglie, abbiamo voluto mettere in campo questo tentativo di incentivare l’arrivo di presenza sul nostro territorio. Siamo convinti che nel nuovo modello di sviluppo che potrà nascere a seguito della pandemia Rieti abbia una serie di potenzialità per giocare un ruolo da protagonista e vogliamo investire in tal senso“. L’iniziativa ha suscitato l’interesse persino della CNN, così ha commentato Sinibaldi: “L’attenzione che riserva addirittura la CNN a Rieti e al progetto Smart Village è una soddisfazione ma soprattutto uno stimolo a perseguire anche questa strada. Quanto accaduto dimostra che i progetti, soprattutto quelle innovativi, vanno sostenuti e affinati nel tempo. Con le buone idee, la buona comunicazione e la voglia di fare bene a questo territorio, possiamo ottenere risultati importanti in futuro, in vari ambiti. Posso annunciare che potenzieremo il progetto Smart Village valutando le nuove candidature che stanno arrivando copiosamente anche in queste ore”.

Questa nuova iniziativa segue il progetto denominato “RI-editing” che punta a realizzare attività a supporto dello sviluppo locale condotte da un giovane team di professionisti operanti, tra gli altri, nei settori della consulenza aziendale, del marketing pubblicitario, della progettazione integrata e crossmediale nell’ottica di elaborare nuove opportunità e strategie per il territorio.

Che lo smart working stia prendendo sempre più piede è cosa nota. Registriamo ormai diverse iniziative da nord a sud, come quella del nearworking del Comune di Milano. Amministrazioni locali, a diversi livelli, provano ad intercettare i bisogni e le esigenze di coloro che possono gestire il proprio lavoro in modalità digitale. Liberi professionisti o dipendenti, ma anche imprenditori digitali, possono ormai sganciarsi da un sede fisica di lavoro. Un’evoluzione del lavoro che, in molti casi, può portare a scegliere mete in passato non considerate o, addirittura, note come terre di emigrazione. E’ il caso del southworking, quella possibilità per i meridionali, ma non solo, di trasferirsi in luoghi decisamente più ospitali, dal clima mite e con un costo della vita decisamente inferiore, pur svolgendo il lavoro di prima.

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By Gennaro Del Core

Blogger, comunicatore e giornalista