Smart city: chi è il Disability Manager

In città,urbanistica il
Autore: Staff

Una smart city che si rispetti si occupa di tutti, non lascia nessuno indietro. Negli ultimi anni, a proposito di disabilità, si è diffusa una figura professionale specifica: il Disability Manager. Scopriamo chi è e come può intervenire per rimuovere barriere ed ostacoli, non solo strutturali ma anche culturali. Ecco la nota di Vito Spadavecchia.

 Sono evidenti gli aspetti di complessità e inefficienza, indotti da un sistema normativo stratificato e complesso, caratterizzato dalla sovrapposizione di molteplici responsabilità istituzionali, luoghi e modi di valutazione, che rendono talvolta difficile il rapporto tra cittadino e sistema di welfare e alti costi di gestione”.

Questa è la fotografia scattata dall’”Osservatorio nazionale sulla disabilità” al sistema normativo italiano nel 1° Programma d’azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità. Un sistema troppo complesso che genera l’inefficienza dei servizi alla disabilità, che sviluppa soltanto frammentarie azioni di intervento nei vari ambiti di rilevanza sociale in cui essa si manifesta.

La più grande “barriera” politica alla disabilità si manifesta soprattutto a livello locale, dove non è presente una cabina di regia capace di promuovere una strategia integrata e di creare l’ alleanza virtuosa tra le varie istituzioni ed enti interessati a vario titolo alla disabilità. Tuttavia, lo stesso Programma d’azione propone, tra le varie strategie per rendere più efficace il sistema welfare e per portare al centro delle politiche generali il tema della disabilità, una nuova figura professionale: il Disability Manager.

In Italia la figura del disability manager si trova definita per la prima volta nel “Libro bianco su accessibilità e mobilità urbana”,  frutto del lavoro del tavolo tecnico istituito tra il comune di Parma e il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali nel 2009. Nasce, quindi, come figura da inserirsi principalmente nella pubblica amministrazione, in particolare nei comuni al di sopra dei 50 mila abitanti.

E’ un costruttore di reti, di servizi, di soluzioni che, partendo necessariamente dai need della persona con disabilità, dispone degli strumenti per realizzare una visione unitaria e coordinata, per migliorare la qualità delle politiche territoriali. Il suo obiettivo è quello di favorire l’accessibilità urbanistica, il coordinamento sociosanitario, l’inclusione scolastica, quella lavorativa e il turismo, mediante il superamento dei confini dei servizi e la valorizzazione delle professionalità esistenti sul territorio.

Non esistendo, al momento, alcuna norma che istituisca la figura del disability manager a livello nazionale, alcuni comuni hanno istituito tale figura all’interno della loro pianta organica. Si tratta di iniziative sporadiche, dettate più da una sensibilità della struttura od organizzazione, più che da un effettivo mandato.

Concludendo auspico che l’impiego del disability manager in Italia in futuro venga disciplinato e definito per dare finalmente attuazione agli impegni che l’Italia ha assunto ratificando la convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, con Legge 3 marzo 2009, n. 18.

Vito Spadavecchia

Seguici su Linkedin

 

Commenti
Condividilo

Tag:, ,