Si possono installare pannelli fotovoltaici sul lastrico condominiale?

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Autore: Staff

La facoltà del singolo condomino di installare pannelli fotovoltaici sulle parti comuni dell’edificio.

E’ possibile installare un impianto fotovoltaico ad uso individuale sulle parti comuni di un edificio condominiale? E’ necessaria l’autorizzazione dell’assemblea condominiale? Il condominio può opporsi?

Ormai da tempo l’impiego di fonti di energia rinnovabile viene incentivato e sollecitato, a tutti i livelli istituzionali, in ragione dei vantaggi che ciò comporta per l’ambiente. Tuttavia, avvalersi di fonti rinnovabili per la produzione di energia può rivelarsi anche un vantaggio economico per i singoli condòmini.

La stessa legge di bilancio del 2017 ha confermato gli incentivi fiscali e le detrazioni per gli interventi di efficientamento energetico e termico della casa e le detrazioni per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili ad uso domestico, in misura rispettivamente del 65% e del 50%.

Uno dei mezzi più diffusi è sicuramente rappresentato dai “pannelli solari”: strumenti in grado di catturare la luce del sole e convertirla in energia utile o calore che, a seconda del diverso utilizzo e della tecnologia di fabbricazione, si distinguono in pannelli solari termici, a concentrazione e fotovoltaici. Ad essere finalizzati principalmente alla produzione di energia elettrica per un normale uso domestico sono i pannelli solari fotovoltaici.

L’art. 7, comma 1, della legge n.220/2012, la cosiddetta “Riforma del Condominio”, ha introdotto nel codice civile una norma (art. 1122-bis) che, al secondo comma, consente l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinate al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell’interessato.

Come si evince chiaramente dal predetto articolo e dall’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale, il singolo condomino ha la facoltà di installare impianti fotovoltaici sulle parti comuni dell’edificio (tetto, cortile, lastrico solare …) per la produzione di energia destinata all’uso della singola unità abitativa, senza la necessità di ottenere il preventivo consenso dell’assemblea.

L’operazione deve essere eseguita in modo tale da non recare alcun pregiudizio alle parti comuni dell’edificio ed alle unità immobiliari di proprietà dei singoli condomini, nonché nel rispetto e nella precisa osservazione del principio enunciato dall’art. 1102 Cod. Civ., secondo cui ciascun condomino può servirsi della cosa comune purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Quando e come l’assemblea condominiale ha il potere di intervenire?

Ai sensi del comma 3 dell’art. 1122-bis Cod. Civ., qualora l’installazione dell’impianto renda necessarie modificazioni delle parti comuni, il condomino interessato ha l’obbligo di darne comunicazione all’amministratore specificando il contenuto e le modalità esatte di esecuzione degli interventi.

In tal caso, esercitando un potere prettamente facoltativo, l’assemblea condominiale può:

  • prescrivere adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre apposite cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dello stabile;

  • provvedere, nell’ipotesi in cui più condomini ne facciano richiesta, alla ripartizione dell’uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, tutelando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento condominiale o comunque in atto;

  • subordinare l’esecuzione dei lavori alla prestazione di una idonea garanzia per i danni eventuali.

Tutto ciò deve essere deliberato con la maggioranza prescritta dal comma 5 dell’art. 1136 Cod. Civ. ovvero il voto favorevole della maggioranza dei partecipanti all’assemblea e i 2/3 del valore millesimale dell’edificio.

L’intervento dell’assemblea non è, dunque, autorizzativo ma diretto a disciplinare al meglio l’uso delle parti comuni dell’edificio nell’interesse di ogni singolo condomino.

Nel caso in cui l’assemblea intervenga impedendo o negando al condomino la possibilità di eseguire i lavori di installazione dei pannelli fotovoltaici, nonostante essi non vadano a determinare alcuna alterazione del bene comune e alcun pregiudizio dei diritti degli altri proprietari, la relativa delibera è impugnabile. Si tratterebbe nello specifico di una delibera invalida, in quanto adottata dall’assemblea eccedendo i limiti delle attribuzioni conferite dalla legge e violando il diritto soggettivo del singolo condomino all’utilizzo delle parti comuni di cui al citato art. 1102 Cod. Civ.

In conclusione, il condomino è legittimato ad installare un proprio impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili sulle parti comuni dell’edificio, senza dover coinvolgere necessariamente l’assemblea salva l’ipotesi in cui l’installazione richieda modifiche dei beni condominiali comuni.

Licia Divella, consulente giuridico.

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