Serramenti e consumo energetico di una casa

In casa,riqualificazione energetica il
Autore: Staff

Il rapporto tra involucro trasparente ed involucro opaco, o in maniera semplificata tra finestre e muratura, è da sempre stato oggetto di differenti chiavi di lettura, che nel corso degli anni hanno assunto valenze e priorità differenti. Ma non bisogna sottovalutare il rapporto tra serramenti e consumo energetico di una casa.

A volte parlare di serramenti significa valutare un semplice rapporto di superficie, tra superficie calpestabile e la parte trasparente apribile di un edificio, quale parametro di valutazione di una corretta quantità di luce naturale e di un buon ricambio di aria, indice indiretto di salubrità degli ambienti.

Altre volte la chiave di lettura può essere quella energetica, in rapporto quindi al contributo che l’infisso può (e deve) dare al bilancio energetico di una abitazione. Inoltre la valutazione di un serramento non può prescindere dalle caratteristiche di isolamento acustico, dal contributo alla regolazione degli apporti solari particolarmente importanti in ambiente mediterraneo, così come quelle di protezione contro le intrusioni, passando dalla scelta dei materiali e – nei progetti più avanzati – alla loro riciclabilità e sostenibilità.

L’elenco potrebbe essere ancora lungo e probabilmente non completo!

Tra i diversi spunti vorrei analizzarne un paio: il primo legato alla politica degli incentivi per il risparmio energetico degli edifici, il secondo agli aspetti tecnologici del prodotto finestra.

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A partire dalla Legge Finanziaria del 2007 i serramenti sono stati oggetto di misure dedicate che grazie a un sistema di deducibilità delle spese sostenute, ha incentivato la sostituzione delle finestre negli edifici esistenti, contribuendo a mantenere attivo e vitale un settore industriale che altrimenti avrebbe accusato ancor più la crisi economica dell’ultimo decennio. L’obiettivo di queste misure, confermate da tutte le Leggi Finanziarie successive (seppur con limature e modifiche), è quello di ridurre i consumi energetici dell’edilizia, soprattutto quella esistente realizzata negli anni ’70-’80-’90 spesso con poca accortezza nei riguardi dei consumi energetici. In questo tipo di edifici si stima che la dispersione del calore, quindi dell’energia, attraverso le finestre possa essere compresa tra il 20 ed il 30% del totale. Gli incentivi hanno spinto i consumatori a sostituire i vecchi infissi, poco isolanti, con prodotti nuovi e maggiormente performanti in grado di ridurre anche del 70% le dispersioni energetiche legate all’involucro trasparente.

Da pochi giorni l’ENEA ha pubblicato il suo rapporto annuale sull’efficienza energetica, e leggendo i dati relativi all’efficacia di queste misure salta subito all’occhio come alla sostituzione dei serramenti vada riconosciuta una buona fetta dei risparmi energetici attuati dalle politiche di incentivo. Nello specifico negli ultimi 4 anni (2014 – 2017) la sostituzione dei serramenti ha portato ad un risparmio di 0,54 Mtep/anno (Mtep = milioni tonnellate equivalenti di petrolio), incidendo quindi sul consumo energetico nazionale e sulla riduzione dei gas serra, analizzando i dati dal 2011 il risparmio sale a 1,05 Mtpe/anno. Di seguito la tabella estratta dal rapporto ENEA

Il meccanismo delle detrazioni fiscali, restituisce al contribuente in un periodo di 10 anni una quota significativa dell’investimento. Si calcola che per gli interventi effettuati negli ultimi 4 anni il beneficio fiscale per i contribuenti sarà pari a 2,42 miliardi di € distribuiti nei prossimi 10 anni, a fronte di investimenti attivati solo nel periodo 2014-17 di circa 13,5 miliardi di €. Dall’avvio del meccanismo di incentivi (2007) si calcola che siano stati realizzati nel settore edilizio 35,5 miliardi di investimenti. Dati che fanno comprendere l’importanza del meccanismo degli incentivi non solo dal punto di vista del risparmio energetico, ma anche da quello economico per l’intero settore dell’edilizia. 

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In maniera quasi parallela, negli stessi anni, il settore dei serramenti ha vissuto grandi innovazioni sulla spinta di un quadro normativo e legislativo in costante e continua evoluzione. Dal 2007 si è iniziato a parlare di Marcatura CE del prodotto, grazie alla pubblicazione di Norme Europee specifiche che hanno fatto sì che a partire dal 2010 tutti gli infissi presenti sul mercato siano accompagnati da etichetta CE e dalla Dichiarazione del produttore circa le prestazioni del prodotto (tenuta all’acqua, tenuta all’aria, resistenza al vento, isolamento termico, isolamento acustico, ecc.). Negli stessi anni, per effetto di alcune Direttive Europee e per le diverse leggi di recepimento da parte dello Stato italiano, si è iniziato a dare sempre un maggior peso ai requisiti energetici del prodotto, spingendo di fatto la produzione verso prodotti sempre più isolanti. Si è passati dall’applicazione di vetrocamera semplice a vetrocamera con trattamenti basso emissivi, poi a vetrocamera con all’interno il gas argon e quindi all’applicazione di canaline distanziali in materiali isolanti. Allo stesso tempo i materiali costruttivi dell’infisso hanno visto la scomparsa dell’alluminio senza taglio termico, a favore dell’affermazione di alluminio con tagli termici sempre più prestazionali. Nel legno c’è stato il passaggio a spessori sempre maggiori, abbandonando i 54-58 mm e arrivando ormai agli 80-90 mm. Nel PVC sono stati sviluppati sistemi sempre migliori, grazie al cambio di spessore e della geometria dei profili. A conti fatti c’è stata una evoluzione di tecnologia che permette di affermare che un serramento attuale ha un isolamento migliore del 60-70% rispetto a prodotti realizzati 10 anni fa!

Tecnologia appunto, il serramento attualmente rappresenta un importante contributo tecnologico all’edificio, un valore aggiunto che si esplica in termini di consumi ridotti, protezione dagli agenti atmosferici, regolazione del microclima interno e miglioramento del comfort abitativo.

L’intero settore dell’edilizia, in Italia e in Europa, è protagonista negli ultimi anni di una continua ricerca in termini di materiali e innovazione, nelle tecnologie di produzione, nei processi di realizzazione, nella quantità di energia necessaria per la costruzione e per l’intera vita del prodotto, nell’uso consapevole e responsabile delle risorse naturali. In questo scenario il serramento si pone come uno dei prodotti a più alta tecnologia tra i diversi materiali che compongono l’edificio, grazie alla sue caratteristiche di influire direttamente sul comfort delle nostre abitazioni, alla possibilità di interagire con le nostre abitudini grazie alle applicazioni domotiche, e alla capacità di contribuire al contenimento dei consumi energetici e quindi in maniera diretta alla salvaguardia del Pianeta.

Luigi Luccarelli

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