Serra bioclimatica, cos’è?

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Autore: Rossana Saponaro

La serra bioclimatica è un sistema di accumulo energetico consistente in ampie superfici vetrate spesso aggiunte ad un volume esistente. Consente ai raggi solari di penetrare all’interno ottenendo così un aumento del calore e dell’illuminazione naturale. Rappresenta un metodo semplice e diretto di risparmio energetico nell’edilizia, una risorsa per l’abitazione e per la valorizzazione dello spazio outdoor.

Per chi apprezza le cose belle della vita, la serra bioclimatica o “giardino d’inverno” rappresenta un privilegio da godere per le sue caratteristiche suggestive, intime e scenografiche. La serra solare rappresenta un’estensione della casa verso l’esterno.

Un esempio di serra bioclimatica

Storicamente nasce alla fine del Settecento in Inghilterra come prolungamento della residenza nel verde e sulle terrazze in cui poter conservare e coltivare le piante ornamentali ed esotiche sensibili ai climi rigidi. Il giardino d’inverno, conosciuto anche come orangeria, limonaia o cedraia, è uno spazio tipicamente annesso ad una villa. Si diffonde in tutta Europa ma è soprattutto nel periodo vittoriano in cui vengono realizzate, in pieno stile liberty, le opere più mirabili. Facendo un rapido balzo in avanti nel tempo, nel 1970, queste strutture si spogliano del ricco stile del passato per riprendere forme più essenziali.

Oggi, i proprietari di giardini privati, tendono sempre di più a realizzare questo splendido impianto, progettato ovviamente in chiave moderna. La serra bioclimatica, aiuta a ridurre il fabbisogno energetico sia in estate che in inverno migliorando il microclima interno dell’unità immobiliare.

Si tratta di un vano vetrato integrato o confinante con l’abitazione. La serra solare, a differenza della veranda, è in grado di captare l’energia solare e di veicolarla all’interno dell’edificio contribuendo al riscaldamento dello stesso e aiutando a ridurne i consumi. E’ considerata a tutti gli effetti una soluzione della bioedilizia.

Alcuni accorgimenti tecnici (per saperne di più in termini urbanistici e normativi, leggi l’articolo: “Serra solare, iter autorizzativo”):

  • non deve essere riscaldata dall’impianto di climatizzazione dell’edificio cui si appoggia;
  • relativamente all’orientamento, è preferibile che la serra sia esposta in un arco compreso tra sud–est e sud–ovest;
  • non deve prevedere sistemi schermature esterne fissi; per evitare il surriscaldamento nei mesi estivi si devono prevedere soluzioni per ombreggiatura mobili;
  • la superficie vetrata deve essere prevalente (la percentuale rispetto alla superficie totale varia a seconda del regolamento comunale); per una maggiore captazione, il tetto, come i tre lati, deve essere in vetro;
  • la serra solare deve prevedere superfici vetrate apribili per consentire una ventilazione naturale senza pregiudicare la climatizzazione invernale;
  • i vetri della facciata e del tetto devono permettere irraggiamento, quelli delle fiancate devono evitare la dispersione termica e limitare l’irraggiamento durante i mesi più caldi, soprattutto per quanto riguarda la fiancata Ovest. PVC, alluminio, legno e alluminio-legno risultano essere i materiali più utilizzati per gli infissi.

La serra bioclimatica racchiude numerosi vantaggi: consente di risparmiare energia e di ridurre le emissioni di CO2; migliora le condizioni di benessere abitativo grazie ad un ambiente termoregolato più caldo d’inverno e più fresco d’estate; consente di ottenere uno spazio aggiuntivo in casa senza influire sulla cubatura conferendo all’edificio un valore aggiunto sul mercato.

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