Salis: Lana e calce, un binomio perfetto per il cappotto!

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Autore: Rossana Saponaro

In Sardegna si fanno passi da gigante nel settore della bioedilizia. Questa volta a far parlare di sé è il maestro artigiano Costanzo Salis, autore del “Sistema naturale isolanti a cappotto per esterni e interni dei fabbricati di lana naturale e calce tradizionale”. Dopo due anni e mezzo di iter burocratico, il Ministero per lo Sviluppo Economico ha finalmente messo il timbro di paternità sull’innovativo sistema.

Ricordate Daniela Ducato, l’imprenditrice sarda, fondatrice del Polo Produttivo “CasaVerdeCO2.0″? Daniela investe negli scarti vegetali, animali e minerali per trasformarli in materie prime per l’edilizia. Costanzo Salis, invece, suo conterraneo, si è sempre distinto nella produzione e nell’utilizzo del grassello di calce in combinazione con altri prodotti naturali, in particolare con i derivati della canapa sativa.

Vi starete chiedendo, dov’è la novità del brevetto? Consiste nel fatto che nella tradizionale e consolidata tecnica in uso, la coibentazione di lana veniva applicata esternamente alla struttura portante, formando uno strato di isolamento a parte che doveva poi essere tamponato con un ulteriore rivestimento in mattoni. Il “sistema-Salis”, invece, non richiede tamponature perché lana e calce formano un unico strato autoportante e coibente. 

A detta dello stesso Salis: “L’applicazione comprende tecniche per diverse soluzioni: intonaco fibrato di calce e lana, cappotto di calce e lana, coibentazione a pavimento e coibentazione a solaio. Si utilizzano solo materiali bioedili a chilometro zero.”

E non finisce qui! Lo studio del maestro Salis è stato inglobato in un ampio progetto di ricerca a cura del Dicaar dell’Università di Cagliari. Si intitola PLES (Prodotti locali per l’edilizia sostenibile) “cluster top down” ed è finanziato da Sardegna Ricerche con fondi europei, insieme alle sperimentazioni di altre 11 imprese sarde. “Il fulcro del progetto è verificare la sostenibilità di pareti e solai strutturalmente portanti realizzati in legno sardo. Nell’arco di trenta mesi, dovremo testare il comportamento isolante e coibente dei materiali naturali locali a contatto con questi pannelli strutturali, mediante analisi teoriche e prove di laboratorio. Le imprese potranno così ricevere degli input per migliorare le loro linee di produzione e perfezionare i loro prodotti”. Così spiega Giovanna Concu, coordinatrice scientifica e responsabile accademica del progetto.

Un ottimo risultato anche per la Confartigianato Sassari, di cui Costanzo Salis è un associato. Per Luigi Sanna, infatti, un progetto così ambizioso rappresenta “un passo importante per le potenzialità legate alla green economy sulla filiera dell’edilizia, che può avere una ricaduta positiva anche sul mondo delle campagne e su tutto il territorio”.

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