Rural Urban Framework, l’avanguardia cinese

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Autore: Staff

Rural Urban Framework, il collettivo no-profit di architetti con sede presso l’Università di Hong Kong, lavora nell’ambito della trasformazione rurale-urbana della Cina attraverso progetti, ricerche, mostre e scrittura.

Un team di architetti, guidati da Joshua Bolchover e John Lin, opera senza scopo di lucro e collabora con le organizzazioni benefiche, i donatori privati, gli uffici governativi cinesi e l’università. I Rural Urban Framework svolgono il loro lavoro presso la facoltà di Architettura di Hong Kong.

Il progetto parte da un’attenta analisi dell’urbanizzazione innescatasi di recente nei villaggi e nei collettivi rurali in Cina con l’obiettivo di fondare un lavoro integrato e partecipativo dove l’architettura non può mai considerarsi soltanto una scatola chiusa ma un elemento aperto, pronto a relazionare col contesto in cui si trova ad operare.

Il gruppo dei Rural Urban Framework si pone con il ruolo di facilitatore nei confronti dei diversi stakeholders.

Agli edifici, che spesso appaiono come una mera sequenza di spazi funzionali, devono associarsi spazi per la comunità, dove poter giocare, studiare, confrontarsi, conoscersi.

Il team di professionisti lavora  in aree che hanno accesso limitato alla tecnologia, ai materiali o alle competenze tecniche del mondo delle costruzioni.

Il motto? Innovare con ciò di cui si dispone, cercare soluzioni per il risparmio energetico, riutilizzare materiali, ad esempio raccogliere e la filtrare l’acqua.

Attraverso la ricerca, i Rural Urban Framework indagano sul passato e sul presente dei luoghi prima di formulare una proposta progettuale. Piuttosto che cominciare da zero, sostengono che il futuro di un’area dipenda dall’unicità della sua condizione attuale. Intervengono, quindi, strategicamente per garantire che i progetti e le comunità in cui si trovino possano adattarsi ai cambiamenti futuri. 

La mission è quella di individuare nuovi modelli di sviluppo rurale che permettano l’evoluzione sociale, economica e spaziale dei villaggi che si oppongono al processo travolgente dell’urbanizzazione delle city.

Esempi concreti? Il progetto per la nuova scuola elementare della contea cinese di Tongjiang. La necessità di demolire la vecchia scuola per costruirne una più grande e moderna si è tramutata nell’occasione per realizzare un’opera volutamente essenziale e di basso profilo. I materiali di scarto derivati dalla demolizione della vecchia scuola sono stati riutilizzati per realizzare il tetto verde, mentre per la facciata sono stati recuperati tradizionali mattoncini cinesi (fuori produzione) provenienti dalla demolizione di edifici rurali nelle vicinanze.

C’è anche un progetto completato di recente che prende il nome di JintaiVillage, collocato in una delle zone più colpite dal devastante terremoto di Wenchuan del 2008, nei pressi di Guangyuan. La zona ha subito, inoltre, inondazioni e frane nel 2011. Qui i Rural Urban Framework, con la collaborazione del governo locale e delle ONG, sono riusciti a fornire alloggi per tutte le famiglie senza tetto. Il progetto unisce la pratica dell’agricoltura sui tetti delle abitazioni alle tecnologie più avanzate legate al biogas. La comunità ha ritrovato la gioia di rivivere quel territorio con grande autosufficienza.

Si tratta, in entrambi i casi, di progetti intelligenti che interpretano il concetto di sostenibilità nella sua accezione più pura.

 

Lavorate in team e la vostra parola d’ordine è sostenibilità?

Scriveteci dei vostri progetti, i più belli saranno pubblicati sul nostro blog.

 

 

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