Riqualificare un edificio, Stolfa: “Dobbiamo recuperare il patrimonio immobiliare”

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Autore: Gennaro Del Core

Riqualificare un edificio quale primo passo per la riqualificazione del nostro patrimonio immobiliare è il tema che stiamo approfondendo in questi giorni in attesa del nostro workshop del prossimo 27 maggio a Bari.

Abbiamo incontrato Antonio Stolfa, CEO del Gruppo Stolfa Edilizia, imprenditore edile di Capurso in Provincia di Bari.

Si sente sempre più spesso il termine “smart” accostato al mondo delle costruzioni, ma cosa si intende davvero?

La crisi economica ha messo in ginocchio, in particolar modo, proprio il settore delle costruzioni. Di qui la necessità di un cambiamento culturale e di una rinascita orientati ad un’edilizia sostenibile, soprattutto perchè il ciclo degli organismi edilizi va rigenerato e riqualificato. Se riusciamo a rendere un edifico davvero intelligente, con tutti i benefici ne conseguono per le persone e per l’ambiente, allora possiamo utilizzare il termine smart.

Sono cambiate anche le aspettative di chi acquista?

Certo, è letteralmente cambiata la domanda. Chi acquista è più attento ai materiali utilizzati e a quanto si può risparmiare in casa, specie in termini energetici. L’organismo “casa” come l’organismo “uomo”, va considerato con rispetto e cognizione di causa per determinare un ambiente, interno ed esterno, ecocompatibile.

Sembrano arrivare timidi segnali di ripresa, dopo una lunga crisi iniziata nel 2008, per il comparto edile. Quale può essere la chiave di volta per un rilancio definitivo?

La parola d’ordine dell’attività edile deve essere solo una: Innovazione. La ricerca continua del miglioramento della qualità della vita dei cittadini legato a doppio filo con quello del tessuto urbano: dal progetto alle realizzazioni delle opere, attraverso la ricerca e l’applicazione di tecnologie di ultima generazione, orientate in primis all’ecosostenibilità. Guardiamo al futuro con ottimismo.

A proposito di futuro del settore, dovremo ancora aspettarci una corsa verso nuove costruzioni?

Secondo me no. Siamo tutti d’accordo che, più che edificare nuove costruzioni, occorre progettare e convertire quartieri o comparti degradati. E’ necessaria una maggiore spinta per una politica di riqualificazione dell’esistente se si vuole rilanciare il settore delle costruzioni, migliorando la qualità della vita dei cittadini. Gioverebbe soprattutto a coloro che hanno un reddito medio-basso e che subiscono maggiormente i costi energetici. In questa prospettiva dobbiamo lavorare, un percorso lungo che richiede nuove conoscenze e la consapevolezza da parte di tutti noi che è necessario trovare un nuovo modello di sviluppo, attento al benessere e alla tutela dell’ambiente e che la sostenibilità (ambientale, economica, sociale), nell’attuale situazione di grave crisi e difficoltà dei sistemi economici, non è solo una sfida, ma sempre più un’opportunità, un’occasione di sviluppo equilibrato.

Per concludere, quali attori possono favorire il recupero del patrimonio immobiliare?

I giovani under35 sono già orientati verso una cultura dell’efficientamento delle risorse e degli imprenditori che hanno la loro responsabilità, in termini sociali ed ambientali, abbiamo già parlato. Quindi aggiungerei ancora solo che anche il pubblico può fare molto, favorendo la costruzione di nuovi fabbricati secondo determinati criteri ma spingendo ancor più, ed è questa la vera sfida, verso il recupero non solo dei singoli edifici ma anche di intere zone urbane.

Contattaci per dire la tua.

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