Riqualificare un edificio, quali vantaggi?

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Autore: Gennaro Del Core

Riqualificare un edificio, o meglio l’intero patrimonio immobiliare, è uno degli obiettivi più importanti che tutti i paesi, compreso l’Italia, si stanno ponendo. Cominciamo un approfondimento sul tema partendo dalle modalità di certificazione, passando per i punti deboli di un palazzo, ed evidenziando i vantaggi che questa operazione può comportare ad ognuno di noi.

Il Governo italiano ha prorogato anche nel 2017 gli incentivi per le ristrutturazioni delle case, insieme a quelli per le opere finalizzate all’efficienza energetica e per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici a basso consumo energetico e tecnologici. Nel 2016 è stato un vero boom ed anche noi ce ne siamo occupati nel corso di un workshop che abbiamo organizzato lo scorso dicembre a Bari.

Un’azione normativa che ha portato benefici per i cittadini, certamente in termini economici, ma anche in termini di qualità della vita, senza considerare quelli ancor più importanti per l’ambiente. Riqualificare il nostro patrimonio immobiliare significa anche maggiore sicurezza ed i tanti eventi nefasti naturali, purtroppo, ci ricordano ciclicamente quanto sia necessario agire.

Dunque riqualificare un edificio, seppur sembri un costo all’inizio, rivela una serie di vantaggi. Ma procediamo per ordine e vediamo da dove cominciare.

Innanzitutto occorre effettuare un’analisi dello status quo del palazzo. A tal proposito, è bene affidarsi a professionisti in grado di analizzare nel dettaglio i dati. Improvvisazione e superficialità, come in tutte le occasioni, rappresentano solo un risparmio illusorio salvo poi dover rimettere mani al portafogli oltre a rischiare in termini di sicurezza.

Un professionista, ingegnere, architetto o geometra che sia, che attesti le prestazioni energetiche dell’edificio, ma volendo anche di ogni singola abitazione, analizzando i dati che raccoglie dai documenti originali del fabbricato o, semplicemente, dalle bollette. (A tal proposito consiglio i nostri approfondimenti su APE).

La fase di analisi delle prestazioni energetiche termina con l’individuazione delle azioni da porre in essere per migliorarle. Ma quali sono i punti deboli, dal punto di vista energetico, di un edificio?

  1. Muri esterni, spesso troppo sottili;
  2. Tetti, anch’essi non adeguati agli standard attuali;
  3. Finestre, a volte sprovviste di schermature solari o semplicemente infissi non più efficienti.

Si calcola che ben un quarto del calore prodotto, ad esempio, all’interno di un edificio o delle singole abitazioni vada disperso. Ne consegue un danno non solo, e non tanto, per il nostro portafogli ma soprattutto per l’ambiente. In molti casi la prima fonte d’inquinamento è data proprio dagli edifici.

Su quali aspetti, allora, è necessario intervenire concretamente per riqualificare un edificio e migliorare le sue prestazioni energetiche?

  1. Contratti di fornitura di energia e gas;
  2. Gestione e manutenzione degli impianti;
  3. Modifiche alle strutture esistenti;
  4. Pianificazione accurata della manutenzione.

Abbiamo dato una prima lettura sul miglioramento delle prestazioni di un palazzo, e la conseguente riqualificazione dell’edificio, che passa, innanzitutto, dall’isolamento termico, dalla sostituzione dei serramenti, dalla corretta gestione della ventilazione naturale e del raffrescamento passivo fino ad arrivare all’installazione di nuovi impianti.

Nei prossimi passaggi approfondiremo tutti questi interventi senza dimenticare il ruolo che possono giocare le fonti rinnovabili in una partita così decisiva per tutti noi.

Contattaci per dire la tua sul tema.

 

 

 

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