Riqualificare un edificio, l’importanza dell’involucro

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Autore: Staff

In occasione del workshop ‘RIQUALIFICARE UN EDIFICIO, COSTI E BENEFICI’ organizzato da CASA SMART lo scorso 27 maggio 2017 presso l’Impact Hub Pad. 129 della Fiera del Levante a Bari, ho avuto modo di riflettere su un tema, che spesso appare scontato, probabilmente perché legato ad aspetti normativi che regolamentano il settore dell’efficienza energetica in edilizia, ma che in realtà cosi scontato non è: la relazione tra scarsa qualità dell’involucro edilizio e salute degli utenti.

La necessità di un’accurata progettazione ed esecuzione dell’involucro edilizio…..andando oltre gli adempimenti normativi!

Il massiccio ricorso all’uso di isolanti termici (soprattutto sintetici) mirato a ridurre gli scambi con l’esterno, ha certamente contribuito a contenere i consumi energetici legati al riscaldamento degli edifici, ma ha anche in generale peggiorato la qualità dell’aria degli spazi abitativi, e senza abbattere sensibilmente i consumi di energia legati anche, per esempio all’illuminazione, agli impianti per il raffrescamento estivo e soprattutto a errori concettuali nell’impostazione morfologico-costruttiva dell’edificio. Dunque l’eccessiva sigillatura dell’involucro, non supportata da adeguate verifiche progettuali riguardo sia lo studio delle condizioni igrometriche, sia lo studio dell’interazione edificio-impianti, implicano una bassa qualità edilizia:

– scarsa qualità dell’aria nei luoghi confinati (indoor);

– condizioni microclimatiche inadeguate (discomfort).

Ne conseguono danni sulla salute degli utenti, come la nota Sick Building Syndrome (sindrome da edificio malato) e le patologie la cui diffusione è in continua crescita, come le allergie.

Dunque, assicurare un elevato standard abitativo non è solo la diretta conseguenza della mera applicazione delle norme, ma è legata alla necessità di garantire e preservare la salute degli utenti.

Ciò al fine di evitare le patologie evidenziate, legate anche alle situazioni di degrado in cui si possono venire a trovare gli edifici, come la formazione dei cosiddetti ponti termici.

LA SFIDA

E’ auspicabile un’attenzione particolare allo studio e alla cura degli aspetti energetici.

E’ auspicabile una maggiore sensibilità di imprese, progettisti e tutti gli stakeholders del settore.

E’ auspicabile un’azione più incisiva del legislatore, non tanto nell’emanare altre norme, bensi nell’esercizio del controllo che siano rispettate quelle esistenti.

A fronte delle ulteriori restrizioni energetiche previste per l’immediato futuro, si tratta di effettuare scelte di progetto considerando contemporaneamente le numerose variabili relative ai costi (di costruzione e di gestione), al comfort, alla durata, alla manutenibilità, all’impatto ambientale e così via.

Le decisioni che hanno maggiore influenze sul comportamento energetico dell’edificio sono proprio quelle prese all’inizio del processo progettuale che si riferiscono alla localizzazione, all’orientamento, alla forma dell’edificio, alle caratteristiche energetiche delle componenti edilizie. Non bisogna, infatti, credere che i problemi energetici siano risolvibili con soluzioni applicate a ipotesi progettuali già definite. Né che tali problemi possano essere sempre risolti inserendo elementi high-tech che tendono a correggere una soluzione progettuale iniziale poco favorevole, o non sufficientemente analizzata.

Aumentare l’isolamento e aggiungere sistemi di captazione solare o condotti di ventilazioni può migliorare un progetto mal concepito dal punto di vista della forma e della localizzazione ma non potrà mai correggerlo.

Il progettista può, dunque, intervenire:

– sull’isolamento termico dell’involucro edilizio;

– sul rendimento dell’impianto termico;

– sui sistemi di regolazione, emissione e distribuzione;

– sugli eventuali sistemi di recupero termico dell’aria da ricambiare;

– sulle caratteristiche e l’orientamento degli elementi trasparenti.

Pertanto un’impostazione progettuale errata o disattenta porterebbe alle conseguenze illustrate e a spreco di risorse economiche. Ne consegue la necessità di effettuare scelte progettuali consapevoli, mutando totalmente l’approccio ancora esistente, virando verso una maggiore sintonia con la committenza, certamente conforme alle norme, ma soprattutto mantenendo alta la qualità edilizia del costruito (sia esistente che nuovo) in quanto, anche, dovere etico.

E noi progettisti, in questo senso, abbiamo una grande responsabilità!

I momenti di discussione e di confronto, offerti da blog tematici come CASA SMART, i seminari, i convegni, i corsi formativi e tutti gli strumenti di aggiornamento dovrebbero, pertanto, essere occasione di crescita professionale continua, che affianca l’esperienza lavorativa sul campo, innalzando costantemente la qualità della prestazione professionale, necessaria alla società per evolversi.

Di contro, è parimenti auspicabile un’azione educativa, che riporti i committenti ad apprezzare il fondamentale e irrinunciabile contributo, che noi professionisti apportiamo.

Obiettivo ambizioso? No, ma bisogna crederci, lavorarci, impegnarsi…..e d’altra parte “creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc” è una delle 4 direttive strategiche del “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020”.

Ing. Marinella Urgo, esperto in efficienza energetica e sostenibilità ambientale

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