Riqualificare un edificio, diagnosi energetica e identificazione storica

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Autore: Staff

Riqualificare un edificio significa dare vita a quel processo che punta, o dovrebbe puntare almeno nelle intenzioni, alla riqualificazione dell’intero patrimonio italiano.

Sono un ingegnere edile e mi occupo, tra i diversi settori della mia attività professionale, anche di progettazione e incentivazione degli interventi migliorativi sui costruiti. Un impegno di non poco conto ma di grande responsabilità se si pensa ai fatti tristemente noti degli ultimi anni nel nostro paese.

Riqualificare un edificio non fa bene solo al portafogli, che sicuramente non guasta, ma serve anche a migliorare il confort abitativo e le prestazioni delle costruzioni.

Mi rendo conto che spesso sembrano parole al vento, che non è facile definire i contorni si un’attività enorme che si racchiude nella dicitura “riqualificazione”. Allora, visto che sono un ingegnere, proverò a tracciare due elementi fondamentali per svolgere pienamente la nostra missione, quella generale, di riqualificare l’intero patrimonio immobiliare italiano.

Diagnosi energetica ed identificazione storica.

Sono i due pilastri sui quali fondare la nostra azione. Innanzitutto un’indagine sui consumi energetici del palazzo, verificare dove sono gli sprechi e, ovviamente, procedere con un piano delle correzioni.

Di pari passo però, anche la ricostruzione storica del costruito. Un aspetto importante perché contestualizzare un edificio in un determinato momento storico ci aiuta a capire quali tecnologie e quali impianti sono stati utilizzati.

Credo che la sfida per i prossimi anni si concretizzerà nello sfruttare al meglio le risorse climatiche. Mi riferisco in particolare al sole, al vento e persino agli sbalzi termici. Nel momento in cui saremo in grado di rendere più performanti le prestazioni degli edifici potremo considerare l’impiantistica quasi secondaria. Come spesso amo dire, dobbiamo intervenire prima sulla “pelle del palazzo”, poi sugli impianti.

Ho accettato con entusiasmo l’invito dei blogger di casa smart a partecipare al loro workshop del prossimo 27 maggio a Bari per diverse ragioni. La prima è che conosco ed apprezzo i professionisti che stanno portando avanti questa iniziativa con strumenti davvero all’avanguardia. La seconda è che proprio grazie a questi momenti di incontro e confronto con tutti gli operatori del settore che potrà realizzarsi una crescita completa e complessiva.

Anche la categoria professionale alla quale appartengo necessita di strumenti nuovi frutto di visioni nuove della nostra attività. Le parole d’ordine sono comunicazione, connessione ed interrelazione, quindi ben vengano altre iniziative sicuramente meritevoli di sostegno da parte di tutti, a cominciare dagli ingegneri.

Roberto Masciopinto, libero professionista e consigliere Ordine degli Ingegneri di Bari

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