Quanto vale l’innovazione energetica in Italia?

In riqualificareunedificio,casa,città,condominio,condominio4.0,mercato immobiliare,riqualificazione energetica,urbanistica il
Autore: Gennaro Del Core

Innovazione energetica, riqualificazione degli edifici esistenti e nuove costruzioni. Tutti siamo ormai abituati a sentire parlare di edilizia sostenibile e dei vantaggi che indubbiamente comporta soprattutto in termini ambientali. Ma quanto vale, dal punto di vista economico, questo settore?

Chi ci segue sa quanto teniamo alla riqualificazione degli edifici quale priorità e ad una casa smart per efficienza, confort e consumi.

Ci siamo già occupati, ad esempio, dell’introduzione delle predisposizioni infrastrutturali per l’allaccio delle colonnine elettriche in condominio.

Lo scorso novembre, in occasione del V Forum Engie sull’energia, sono stati presentati i dati di una ricerca prodotta da The European House Ambrosetti, il Politecnico di Milano e Anci.

Secondo quanto emerso dallo studio intervenire solo sul 20% delle abitazioni del centro e nord Italia

Leggi l’articolo sulla ripresa del mercato SIA

attraverso migliorie orientate all’innovazione energetica negli edifici italiani consentirebbe di generare, nel quinquennio 2018-2022:

  1. un volume d’affari per le imprese del settore superiore ai 29 miliardi di euro;
  2. occupazione di 130.000 persone;
  3. investimenti in ricerca e sviluppo (R&S) fino a 290 milioni di euro;
  4. risparmio sulle bollette per le utenze energetiche di 2,5 miliardi di euro;
  5. gettito di 4,8 miliardi di euro (in particolare ires e iva), conseguente al maggiore fatturato;
  6. mancata emissione nell’atmosfera di ben 5,4 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, equivalenti alla mancata circolazione di 2,7 milioni autoveicoli.

Molteplici vantaggi, dunque.

Del resto, analizzando l’anagrafe del patrimonio immobiliare italiano si scopre che l’80% degli edifici risulta realizzato prima dell’entrata in vigore delle norme che hanno introdotto i requisiti energetici nelle costruzioni e quindi prima del 1990. Nonostante gli investimenti per 31 miliardi di euro in efficienza energetica negli ultimi dieci anni, con il 65% di questa somma indirizzata specificamente sugli edifici (restante 35% nell’industria), molto ancora rimane da fare.  

Richiedi una consulenza per il web marketing del tuo brand

Ancora. Secondo lo Studio condotto, prendendo in considerazione le regioni del Nord e del Centro Italia, solo il 7%, degli immobili residenziali e il 6% dei non residenziali è in una classe energetica di qualità elevata (A+, A, B), con una netta maggioranza degli immobili ancora confinata nelle classi peggiori (F, G). Altro che innovazione energetica.

Questi dati però, ci forniscono anche grandi aspettative per il futuro. Non solo in termini di vantaggi per l’ambiente ma anche per l’economia. L’edilizia sostenibile, ormai sempre più finalizzata ad interventi sull’esistente più che su nuove costruzioni, può essere uno dei volani di sviluppo del nostro paese. Può ridare slancio ad un settore che ha vissuto un decennio di crisi profonda, aumentando anche i posti di lavoro soprattutto per figure professionali qualificate. Bene dunque i bonus governativi ma a patto che vengano mantenuti e, perché no, implementati nel tempo. Del resto, secondo lo studio, il mercato dell’efficienza energetica relativo ad interventi nel solo settore residenziale, avrebbe già un valore di oltre 3 miliardi di euro anno.

Richiedi una consulenza per il tuo brand

 

Commenti
Condividilo

Tag:, , , , , ,