Protocollo Itaca per il cantiere Lacalendola

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Autore: Rossana Saponaro

Complice il bel tempo, il lavoro procede a ritmi serrati presso il cantiere Lacalendola di via Generale Bellomo, a Bari. Il calendario segna l’inizio dei lavori intorno ai primissimi giorni di marzo scorso, sono passati due mesi e mezzo, eppure siamo già verso il secondo impalcato.

Seguendo i principi del Protocollo Itaca Puglia, sarà realizzato un edificio con 17 appartamenti di cui uno a piano terra, che risulta già venduto, mentre i restanti sedici, dalla pezzatura media di 85 mq, saranno distribuiti sui restanti quattro piani. Ai residenti di ciascuna unità abitativa sarà riservato un posto auto al piano interrato.

Il Protocollo ITACA è uno strumento di valutazione del livello di sostenibilità energetica e ambientale degli edifici. Permette di verificare le prestazioni di un edificio in riferimento non solo ai consumi e all’efficienza energetica, ma prendendo anche in considerazione il suo impatto sull’ambiente e sulla salute dell’uomo, favorendo così la realizzazione di edifici sempre più al passo coi tempi, ad energia zero e con ridotti consumi di acqua, nonché l’utilizzo di materiali che nella loro produzione comportino bassi consumi energetici garantendo allo stesso tempo un elevato comfort. Il Protocollo garantisce inoltre l’oggettività della valutazione attraverso l’impiego di indicatori e metodi di verifica conformi alle norme tecniche e leggi nazionali di riferimento.

Con il Sig. Lacalendola ci siamo lasciati a marzo durante le prime operazioni di scavo e ad oggi tantissimo è stato fatto!

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Tutto l’edificio poggia su solide fondazioni a platea, tipiche nel caso di terreno d’appoggio omogeneo e di una distribuzione abbastanza uniforme dei carichi. Funzionano quasi come una piastra monolitica la cui rigidità è dettata dall’altezza della platea stessa.

Per la realizzazione del primo impalcato, e così si procederà via via per tutti gli altri, i progettisti hanno scelto le lastre semiprefabbricate (predalles). Le lastre tralicciate in calcestruzzo armato sono dotate di una soletta di intradosso che funge da cassero a perdere per il completamento dell’elemento in opera; nella soletta vengono annegati fino a cinque tralicci metallici che fungono da armatura per i travetti e tra di essi vengono interposte fino a quattro file di elementi di alleggerimento in polistirene. I pannelli vengono posizionati con appoggio sulle strutture portanti verticali sottostanti e, solo dopo l’armatura delle travi e dei cordoli, si esegue il getto di completamento, armato con rete di ripartizione dei carichi.

Intorno al tredici maggio in cantiere è stato eseguito il getto di calcestruzzo che ha sancito l’ultimazione di uno step importante e così il primo impalcato è andato! Si procede con l’innalzamento dei pilastri mentre contemporaneamente si armano le scale ed il vano ascensore, chiuso in una gabbia di cemento.

Abbiamo raggiunto Nino Lacalendola per un sopralluogo. E’ emozionato, con lui c’è l’Ing. Fabio Carofiglio esperto di impianti. Ci mostrano le cisterne appena interrate per la raccolta delle acque piovane. L’acqua raccolta servirà per irrigare il verde condominiale.

Ultimato il giro, chiacchieriamo con alcuni carpentieri. Ci rivelano un aneddoto. Chi lavora nell’edilizia lo sa, esiste un rito che coinvolge imprese, tecnici e maestranze, quello di passare una piacevole serata a cena tutti insieme al termine dell’ultimo impalcato. Bene, per questo cantiere il mito è stato sfatato. I ritmi sono talmente elevati e c’è talmente tanta sinergia fra tutte le forze coinvolte, che la cena si è tenuta già qualche settimana fa, per brindare al primo impalcato.

Continua a seguire Casa Smart, accompagneremo l’impresa per tutti gli stati di avanzamento del cantiere.

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