Property manager, Fusco (Anapi): “Serve formazione specifica”

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Autore: Staff

Sul tema della diffusione della figura professionale del property manager abbiamo raccolto l’opinione di Vittorio Fusco, presidente nazionale Anapi (Associazione Nazionale Amministratori Professionisti di immobili).

Si tratta di un’attività che potrebbe rientrare, in un certo senso, in una di quelle nuove professioni, inquadrate nei cosiddetti green jobs, perché si occupa della manutenzione ma, soprattutto, nella valorizzazione di un immobile. Ad esempio, oltre a curare lo stato del plesso o del condominio o dell’edificio a carattere commerciale, lavora anche per mettere a profitto la struttura (leggi l’articolo per approfondire il property manager).

Vittorio Fusco, presidente nazionale Anapi (Associazione Nazionale Amministratori Professionisti di Immobili) sottolinea: “Indubbiamente la figura professionale del Property Manager è una figura molto variegata, ma, a parer mio, non si può non guardare a questo tipo di professione come un’evoluzione odierna della figura dell’amministratore di condominio, destinata sicuramente ad avere un certo rilievo nel settore condominiale. È quindi di fondamentale importanza costruire percorsi formativi specifici, orientati ad arricchire, ma anche a svecchiare la figura dell’amministratore di condominio. Ed è proprio questo ciò che facciamo con la nostra Associazione, attraverso corsi di formazione che guardano al futuro delle professioni che ruotano attorno all’ambito immobiliare.

La diffusione della digitalizzazione delle attività e dei servizi in condominio, è un processo inevitabile. La pandemia ha costretto tutti noi, compresi quindi i professionisti del condominio, a dover necessariamente ricorrere agli strumenti digitali per poter portare avanti le varie attività e questo sta portando, probabilmente, ad una velocizzazione del processo di digitalizzazione nel mondo del lavoro. Oggigiorno – conclude Fusco – chi non è in grado di servirsi degli strumenti tecnologici per portare avanti il proprio lavoro, è sicuramente in una posizione più svantaggiata e, pian piano, verrà tagliato fuori da molte dinamiche lavorative. E questo accade anche in quello che è il nostro settore di riferimento, ossia quello condominiale. Proprio per questo, possiamo parlare non solo di Condominio 4.0, ma anche di Amministratore 4.0. In questo senso, molti giovani si stanno affacciando a questa tipologia di professione, proprio perché sta cambiando la percezione che si aveva, sino a poco tempo fa, di queste figure professionali, per lasciar spazio ad un’idea di figura molto più dinamica e al passo con i tempi”.

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