Si inaugura oggi, 15 giugno alle 11 al museo diocesano jonico di Taranto, la mostra promossa, tra gli altri, anche dal Politecnico di Bari sulla Concattedrale dei “Due Mari” di Taranto. La manifestazione prende il titolo di “ll sogno di una città, il sogno dei suoi cittadini e il sogno di Guglielmo e di Giovanni” ed intende ripercorrere la nascita della seconda cattedrale della città, frutto della stretta collaborazione tra l’arcivescovo Guglielmo Motolese e l’architetto milanese, Gio Ponti.

Nella sede del museo diocesano jonico, oggi alle 11, verrà inaugurata la mostra promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, organizzata dall’Arcidiocesi Metropolitana di Taranto, dalla Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi e Lecce e dal DICAR del Politecnico di Bari, d’intesa con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, il CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, Gio Ponti Archives, l’Istituto di Studi Superiori Musicali “G. Paisiello” di Taranto, l’Associazione Chromophobia e Do.Co.Mo.Mo Italia, con il Comune di Taranto.

Per l’occasione è prevista la partecipazione di autorità regionali e della città. Assicurata la presenza dell’Arcivescovo metropolita di Taranto, Filippo Santoro. Per il Poliba interverranno la prorettrice, prof. Loredana Ficarelli e il delegato per il territorio e l’architettura, prof. Carlo Moccia. L’esposizione, allestita già dal dicembre 2020 e posticipata a causa delle misure di contenimento anti-Covid-19, sarà aperta al pubblico dal16 giugno al 26 settembre 2021.

Nel percorso espositivo, curato da Fernando Errico, Gabriele Rossi (Politecnico di Bari), Francesco Simone, con Maria Piccarreta, la Concattedrale si svela al pubblico attraverso le fasi cruciali dell’iter progettuale: dal racconto epistolare con la committenza, ai disegni interlocutori, agli studi di dettaglio fino alla redazione degli elaborati esecutivi e l’avvio del cantiere. La mostra, suddivisa in cinque sezioni tematiche e arricchita da supporti audio e video, conduce il visitatore alla comprensione graduale del processo ideativo, partendo dalla conoscenza dei due personaggi cardine dell’opera: Gio Ponti, esponente di spicco dell’architettura italiana del Novecento e Mons. Guglielmo Motolese, arcivescovo di Taranto e committente illuminato. L’ultima sezione della mostra è dedicata agli aspetti cerimoniali: dall’inaugurazione, alla consacrazione fino alla celebrazione della prima messa l’8 dicembre del 1970. Le riprese video supportate dagli audio originali ampliano la percezione della magnificenza del progetto di Ponti evidente anche nel design della Concattedrale.

L’esposizione intende ripercorrere le strade della collaborazione tra Guglielmo Motolese, da giovane prelato ad arcivescovo di Taranto, ed il noto architetto, ai tempi già ottantenne, Giovanni Ponti. Da lì il titolo della rassegna che racconta di un sogno, quello di Guglielmo e Giovanni, di dare alla cittadinanza una seconda cattedrale, dopo la Basilica di San Cataldo. Si trattò proprio di immaginare lo sviluppo della città, soprattutto dal punto di vista della socialità. Il significato del termine stesso di concattedrale, infatti, sta proprio nella uguale dignità dal punto di vista religioso. Una sorta di luogo di culto di pari livello per una parte di Taranto lontana dal cuore del centro urbano. Ponti, dopo un periodo travagliato, aveva proposto tre soluzioni a Motolese: il Tempio, la Nave e la Vela. Un percorso lungo e tormentato tra suggestioni e ripensamenti con momenti di sconforto e di esaltazione che lo accompagneranno dalla prima pietra alla forma finita della Concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto. Il 6 dicembre 1970, in una apposita cerimonia, la Concattedrale dei “due Mari” verrà consacrata. Due giorni dopo, l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata, verrà celebrata la prima Messa.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista