La Città Metropolitana di Bari e gli ordini di architetti e ingegneri hanno siglato un protocollo finalizzato ad una maggiore collaborazione nell’ottica del Piano strategico 2020-30 con particolare attenzione alle opportunità che possono arrivare dal Pnrr.

Coinvolgere gli ordini professionali degli ingegneri e architetti nel processo di definizione del Piano strategico metropolitano 2020-2030 e nelle attività di pianificazione e progettazione delle proposte da candidare ai bandi del Pnrr e, nello stesso tempo, promuovere la partecipazione dei neo ingegneri e architetti alle iniziative del Tavolo dei Talenti e delle giovani generazioni in un’ottica di scambio di conoscenze ed esperienze.

E’ questo, in sintesi, lo spirito del protocollo d’intesa siglato dalla Città metropolitana di Bari con l’Ordine degli Ingegneri e l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Bari che rappresenta un’ulteriore tappa dell’ampio processo di coinvolgimento che presto si estenderà ad altre istituzioni e professionisti del territorio nella formazione del piano strategico.

“Il gioco di squadra con i Comuni e tutte le istituzioni del territorio, voluto dal sindaco Antonio Decaro, è l’arma vincente della nostra visione metropolitanadichiara il consigliere delegato alla pinificazione strategica, Michele Abbaticchio –. Il coinvolgimento delle parti istituzionali e dei professionisti del territorio non è mai stata una semplice opportunità, ma l’essenza di un senso policentrico e condiviso dell’intero piano strategico. Agli ordini professionali affidiamo il compito di guidarci nel conservare questo spirito politico fortemente voluto e programmato”.

“Siamo sempre pronti a dare il nostro contributo negli ambiti di nostra competenza – ha proseguito Cosimo Damiano Mastronardi, presidente dell’ordine architetti -. Per questo abbiamo siglato il protocollo con la Città Metropolitana di Bari nell’ottica di favorire la partecipazione dei nostri iscritti per le attività di programmazione del piano strategico. Gli obiettivi sono chiari: sviluppo sostenibile delle città; rigenerazione urbana dei tessuti più degradati; qualità dell’ambiente in quanto bene comune”.

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