In Regione Puglia, la V Commissione, presieduta dal consigliere Paolo Campo, ha approvato all’unanimità la proroga del Piano Casa anche nel 2022. All’audizione erano presenti anche Ance ed Ordini professionali di architetti ed ingegneri.

Il Piano Casa, nata come norma provvisoria nel 2009 e prorogata ancora oggi, consente l’aumento delle volumetrie dal 20 al 35% in più in caso di demolizione e ricostruzione di fabbricati, in particolare con destinazione d’uso residenziale.

Con l’approvazione all’unanimità della proroga anche per il 2022, la Regione Puglia ha avviato ufficialmente l’iter della norma, che ora passerà in Consiglio Regionale. Nonostante i tentativi, già nella scorsa legislatura dell’allora assessore Alfonso Pisicchio, e dell’attuale Anna Grazia Maraschio, pare non ci sia verso di dare una norma strutturata al comparto edile pugliese. Si procederà ancora con una proroga per un altro anno.

Il Presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione Fabiano Amati, sottoscrittore con il consigliere Filippo Caracciolo della proposta di legge, ha dichiarato: Il voto unanime della Commissione sulla proposta di legge di proroga del Piano casa a tutto il 2022, dimostra l’utilità economica dello strumento e la sua coerenza con i valori ambientali di riduzione del consumo di suolo. Condivido l’iniziativa annunciata dall’assessore Maraschio, di rendere al più presto stabile e strutturale lo strumento e il suo valore economico ed ecologico. È chiaro che non appena il Consiglio regionale approverà la riforma annunciata dall’assessore, anche il provvedimento di proroga licenziato oggi dalla Commissione e in attesa di approvazione del Consiglio perderà efficacia. Sono contento che anche gli imprenditori edili e tutti gli ordini pugliesi degli ingegneri, architetti e geometri, tranne quello degli ingegneri di Bari che si è riservato d’inviare una nota scritta, abbiano espresso parere favorevole a tutta l’impostazione proposta da noi e dal Governo regionale sul Piano casa e anche sulla proposta di abrogazione della norma approvata di recente sul divieto di monetizzazione degli standard, a tutto svantaggio dei piccoli interventi e dei comuni. In ogni caso, lo strumento del Piano casa, nato e cresciuto durante il primo e il secondo governo Vendola e sulla base di una legge statale promossa dal Governo Berlusconi, dimostra ancora oggi la sua vitalità produttiva e la sua funzione plurima, incentrata su aspetti fortemente ecologici, la riduzione del consumo di suolo e l’utilizzo di materiali per il risparmio energetico, sulla minore discrezionalità nella decisione e quindi minori rischi di corruzione, e sui migliaia di piatti a tavola che ha consentito di assicurare”.

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By Staff