Navigli, nasce l’Urban Village firmato Cino Zucchi Architects

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Autore: Rossana Saponaro

Ai Navigli di Milano sta per nascere una bella novità. La più grande operazione di cohousing d’Europa e del Mondo sta per partire.

Vi abbiamo già raccontato quando e dove nasce la filosofia del cohousing con l’articolo “Cohousing, modelli abitativi innovativi”. Vi abbiamo anche mostrato uno dei primi esperimenti italiani a cura di cohousing.it. Stiamo parlando del progetto COventidue di Corso XXII Marzo, sempre a Milano.

Ecco che la NewCoh, società promotrice del portale cohousing.it building collaborative life, ci riprova in un’altra zona della stessa città. “Coniugare la libertà dell’abitare in una grande metropoli con la solidarietà che scandisce il ritmo di vita quotidiano di un villaggio”, è questo l’obiettivo del nuovo ambizioso progetto a firma di Cino Zucchi.

Nei pressi del Naviglio Grande e della Chiesa di San Cristoforo, precisamente in via Pestalozzi 18, sorgeranno 120 appartamenti di tagli diversi, per un investimento stimato intorno ai 40 milioni di euro.

Siamo in uno dei quartieri più affascinanti della città di Milano, qui col tempo si è generato un sano mix di innovazione e tradizione. Lì dove sorgeva un vecchio edificio scolastico stanno per partire i lavori di un importante progetto di rigenerazione urbana, di demolizione e ricostruzione.

Cinque palazzine, con unità abitative in classe A+, insisteranno su una superficie di 9600 mq. Non solo alloggi mono-bi-trilocali ma sopratutto giardini, lavanderia condivisa, una stanza per gli hobby, deposito per le biciclette, una cantina per i vini, un deposito per gruppi di acquisti solidali e servizi di wellness e fitness. Questo sarà l’Urban Village Navigli.

Nel palazzo, secondo la convenzione sottoscritta con la città di Milano, c’è posto per tutti. E per tutte le tasche. Saranno disponibili, infatti, appartamenti in vendita libera, appartamenti in vendita convenzionata, appartamenti in affitto con patto di futura vendita ed appartamenti in affitto. Il costo al metro quadrato è stimato intorno ai 4000 euro in edilizia libera, a detta dei promotori circa il 20% in meno dei valori di mercato della zona.

Afferma il general manager Marco Bolis: “Il valore dell’operazione non è solo tangibile, ma è soprattutto di capitale umano. Perché nei condomini che realizziamo la condivisione significa anche la nascita di un tessuto sociale. I proprietari, nel progettare insieme l’edificio in cui andranno a vivere, sviluppano idee, amicizie, contatti, progetti di vita e di lavoro”.

Di questo ed altri importanti temi, relativi all’evoluzione dell’edilizia e del modo di abitare le città, si parlerà nel nostro prossimo workshop del 15 dicembre. Partecipa anche tu!

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