Mercato immobiliare: quanti giorni servono per vendere casa?

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Autore: Staff

Il mercato immobiliare ha ripreso a marciare dopo i lockdown di questi ultimi mesi, tuttavia non tutte le città hanno risposto prontamente alla ripresa. Uno studio di Tecnocasa analizza quanti giorni servono per vendere una casa.

La media nazionale, secondo i dati analizzati dall’Ufficio Studi di Tecnocasa, è scesa a 112 giorni rispetto ai 122 di un anno fa. Siamo ben lontani, per fortuna, dall’annus horribilis del 2013 quando furono necessari, in media, ben 191 nelle grandi città. Un dato così negativo dovuto al combinato disposto in seguito alla crisi economica innescata dall’esplosione della bolla immobiliare.

Sempre meno persone avevano disponibilità finanziaria per acquistare e gli istituti bancari avevano ridotto drasticamente la capacità di accogliere persone che volessero accendere un mutuo. Oggi la situazione è decisamente diversa, per fortuna, ma bisogna fare i conti con alcuni mesi di fermo. Diciamo subito, allora, che la maggior spinta alle compravendite è arrivata proprio a ridosso dell’estate 2020 quando, dopo mesi di blocco, coloro che avevano voglia di acquistare un immobile, e non avevano subito contraccolpi economici, hanno accelerato le operazioni. Allo stesso modo chi aveva voglia, o bisogno, di vendere aveva fretta di concludere.

Nell’analisi dei dati sulle grandi città e gli hinterland, l’Ufficio Studi di Tecnocasa evidenzia alcune diversità. Bari, ad esempio, è l’area metropolitana più lenta, con 173 giorni in media, per concludere una compravendita, mentre Milano e Bologna sono le più veloci, rispettivamente con 56 e 57 giorni necessari.

Classifica Grandi Città: 

BOLOGNA 57
MILANO 60
FIRENZE 94
NAPOLI 110
ROMA 130
TORINO 133
GENOVA 135
PALERMO 150
VERONA 151
BARI 162

Media grandi città 118

Classifica Hinterland Grandi Città

FIRENZE 129
NAPOLI 129
ROMA 146
BOLOGNA 153
VERONA 154
MILANO 156
PALERMO 163
TORINO 171
BARI 173
GENOVA 193

Media Hinterland grandi città 157

Per concludere, le nostre abitazioni nell’ultimo anno hanno subito cambiamenti epocali anche, anzi soprattutto, nelle destinazioni d’uso. Con smart working e didattica a distanza, ad esempio, sono diventate anche ufficio o scuola. Gli acquirenti sono diventati, a loro volta, più smart ma anche più veloci ed esigenti (soprattutto in termini di consumi energetici). Serve un grande ripensamento delle città in ottica smart city (qui puoi leggere l’articolo su Costa Sud di Bari). Allo stesso tempo servono anche nuovi strumenti, più efficaci ed efficienti per seguire l’andamento delle quotazioni di mercato (a tal proposito ti segnalo Real Value 2.0 di Scenari Immobiliari).

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