Il mercato immobiliare sta risentendo della crisi economica causata dalla pandemia da covid 19. Un’altra prova ne è il calo delle esecuzioni immobiliari nel primo semestre 2020, secondo l’indagine del Centro Studi AstaSy Analytics di NPLs RE_Solutions si tratta del 40% in meno rispetto allo stesso periodo nel 2019.

Certo, il confronto è impietoso. E’ pur vero, tuttavia, che in un anno solare è cambiato il mondo.

Il calo del 40% delle aste immobiliari nel nostro paese segna una tendenza alla difficoltà di collegare domanda ed offerta. Una questione ulteriore è data dalla contrazione dei mutui che nasce dal calo, anche in questo caso, di richieste. Un cane che si morde la coda: cala la richiesta di mutui e cala la richiesta di acquisto degli immobili con il conseguente abbassamento anche del numero di aste. Si tratta, in fondo, solo di una modalità di acquisto, pur differente dalla semplice trattativa, ma che indica una certa disponibilità sul mercato di immobili da acquistare.

Cosa è accaduto allora? Gli Italiani sono da sempre un popolo di risparmiatori, oltre che di santi, poeti e navigatori. Allora come mai hanno smesso di acquistare abitazioni nel 2020?

Ci siamo già occupati in passato della casa come bene rifugio ma anche come luogo che funge anche da ufficio. Ecco, sono cambiate le finalità di acquisto e, di conseguenza, le caratteristiche principali. Certo, una minore disponibilità economica si accompagna ad una certa paura del futuro, così da causare una generale contrazione. Tuttavia, i numeri della ricerca del Centro Studi AstaSy Analytics di NPLs RE_Solutions ci raccontano un calo così deciso che non può essere dettato solo da una congiuntura, per quanto straordinaria. Nello scorso mese di settembre, le aste sono state 13.032, cioè quasi la metà rispetto alle 25.111 dello stesso mese dello scorso anno (-48%). Da luglio a settembre 2020 le aste sono state 19.162, un dato che risulta più che dimezzato se lo si confronta con quello dello stesso trimestre del 2019 che indicava 54.212 aste battute (-65%). Il valore complessivo degli immobili posti in asta tra luglio e settembre è stato di 2,7 miliardi nel 2020 contro i 7,2 miliardi segnati nello stesso arco temporale del 2019. Si tratta di un calo che si attesta quindi al 62%, meno della metà rispetto lo scorso anno.

Stiamo vivendo tempi incredibili, nel senso più negativo del termine, e speriamo anche irripetibili in senso letterale. Siamo chiusi in restrizioni che a volte si concretizzano più nella nostra mente che nella realtà. Complice una nuova funzionalità delle abitazioni, alla quale forse le costruzioni attuali non sono propriamente adatte, il timore di effettuare investimenti in tempi così difficili sta bloccando più persone. Speriamo di uscirne quanto prima ma, nel frattempo, non perdiamo di vista le possibilità di fare buoni acquisiti. 

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista

3 thoughts on “Mercato immobiliare: nel 2020 calano le esecuzioni immobiliari”
  1. […] Sono le domande lecite che si fanno gli operatori di mercato ma non solo. Dal grande gruppo internazionale al piccolo proprietario di un immobile, tutti si stanno chiedendo cosa riserverà questo anno, il 2021, ricco di grandi aspettative dopo quello più funesto dopo le guerre mondiali. Il 2020 è stato caratterizzato dai lockdown, quei momenti di chiusura totale, che hanno influenzato inevitabilmente anche il mercato immobiliare con una contrazione delle compravendite (leggi a questo proposito l’articolo sugli indici delle esecuzioni immobiliari). […]

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