Mercato immobiliare 2018: salgono le compravendite ma non i prezzi

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Autore: Gennaro Del Core

Per gli operatori del mercato immobiliare, il 2019 dovrebbe essere un anno di ascesa. Tuttavia, dagli ultimi dati del 2018, si evince che seppur in aumento il numero delle compravendite rimangono stabili i prezzi degli immobili.

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Ovviamente mi riferisco a dati nazionali, in realtà la situazione è a macchia di leopardo. Non è neanche più una questione di nord e sud, il mercato immobiliare italiano è più diviso tra centro e periferia. Le grandi città, come Roma e Milano, hanno visto aumenti dei prezzi anche nell’ordine di alcuni punti percentuali.

L’Istat ha registrato ancora un calo delle quotazioni residenziali dello 0,8% su base annua nel terzo trimestre 2018. L’Agenzia delle Entrate, tuttavia, nel consueto appuntamento trimestrale dell’Osservatorio (OMI) ha confermato il buon andamento del mercato soprattutto nel segmento residenziale, ma anche per negozi, uffici e capannoni.

Cosa sta favorendo le compravendite?

Innanzitutto i tassi dei mutui, tutto sommato bassi e stabili per tutto il 2018 nonostante un leggero aumento.

Le previsioni degli operatori immobiliari sono improntate ad un cauto ottimismo e delineano per il 2019 un andamento ascendente del mercato. Un ripresa, però, timida ed estremamente lenta che fatica a recuperare i dati pre-crisi del 2008.

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Nell’era dell’economia dei dati, e quindi dei flussi, anche il settore immobiliare non fa eccezione. E’ vero che tendenzialmente aumentano le compravendite ma rimangono stabili i prezzi. Tuttavia, fanno eccezione i grandi centri perché attraggono grandi flussi di persone. In altre parole, gli investitori acquistano nelle città che garantiscono alti flussi di persone, per le ragioni più disparate, consentendo così agli immobili di essere anche produttivi dal punto di vista economico.

Lo diciamo spesso, dopo un decennio di crisi l’acquirente o l’investitore è molto più attento in generale e nello specifico di alcuni aspetti dell’immobile. Soprattutto in termini di spesa energetica. Un trend sul quale sono d’accordo tutti gli operatori del mercato immobiliare, infatti, è che cresce il numero di persone interessate più a nuove costruzioni rispetto alle vecchie. Al massimo, acquistano vecchio ma praticamente da demolire e ricostruire.

La conferma dei bonus sulla casa, quindi, sta favorendo le compravendite perché consente di intervenire anche su immobili vetusti. Sappiamo quanto il patrimonio immobiliare italiano sia vecchio ed energivoro. Un territorio fragile, trascurato e con costruzioni vecchie e che mangiano energia perché la sprecano.

Continueremo la nostra azione, nel nostro piccolo, affinché le parti del comparto edile continuino a tenere vivo il dialogo al fine di aiutare la ripresa del settore nella sua interezza: imprese, professionisti e maestranze.

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