Lucente: “Il condomino è un cliente esigente”

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Autore: Staff

Vito Lucente, vice presidente nazionale di AMi – Associazione Manager immobiliari, prova a dare qualche consiglio utile ai giovani che vogliano intraprendere la professione di amministratore di immobili e condomini.

La professione di amministratore di immobili e condomini è cambiata nel corso del tempo. Competenze di ambiti diversi, la riforma del 2012 e digitalizzazione della professione impongono un’evoluzione continua.

1. Qual è il primo consiglio che daresti ad un giovane che voglia intraprendere questa professione?

Il primo consiglio che darei ad un giovane amministratore è quello di dotarsi di notevole pazienza e calma. Ovviamente il supporto formativo è condizione essenziale per svolgere un buon lavoro e gestire le varie situazioni e gli imprevisti che quotidianamente si presentano.

2. Quale la criticità maggiore dell’attività? 

Oggigiorno la maggiore criticità è il rapporto con i condomini e il recupero del credito condominiale a fronte delle difficoltà economiche in cui si trovano le famiglie. Il pagamento delle quote condominiali non rappresenta la priorità nell’economia familiare. Purtroppo, spesso per necessità, è difficle fare fronte a tutti quei pagamenti procrastinabili, avvantaggiati da una normativa molto lenta e farraginosa per il loro recupero coatto. Tra i pagamenti procrastinabili annoveriamo il versamento degli oneri condominiali.

3. Quale genere di rapporto instaurare con i condomini?

Il condomino è un “cliente” molto particolare ed esigente a fronte del minor costo possibile da spendere per un’amministratore. Il consiglio è quello di rispetto della persona senza mai entrare troppo in confidenza o in amicizia. Alla fine si devono saper distinguere i ruoli e le competenze per poter agire in assoluta libertà ed indipendenza. 

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4. Come rapportarsi alla riqualificazione degli edifici?

Sappiamo che l’80% del patrimonio immobiliare italiano soffre di un crescente degrado a causa della mancata manutenzione da parte dei proprietari. La causa della mancata manutenzione è esclusivamente economica per mancanza di fondi. Di certo però non si può lasciar deperire l’immobile. Ovvio che, a fronte di mille difficoltà, ci si orienti verso l’ottimo investimento che in questo momento altro non può essere se non la riqualificazione dell’edificio. Per portare al ragionamento i condomini, l’amministratore deve essere lui in primis aggiornato per poter proporre e consigliare la migliore soluzione. Fondamentale è sapersi rapportare con i tecnici, ingegneri e arichietti, chiedendo loro consigli e consulenze da portare in assemblea. Nella riqualificazione il ruolo dell’amministratore è di fondamentale importanza. Una buona riqualificazione comporta un aumento di valore dell’immobile a fronte di una diminuzione dei costi soprattutto di energia e riscaldamento. 

5. Quale la maggior soddisfazione nel corso dell’attività?

In questo lavoro pochi andranno a complimentarsi con l’amministratore che ha fatto egregiamente il proprio lavoro. Tutti danno per scontato che se lo ha fatto e perché è il minimo…., tra l’altro retribuito. La maggior soddisfazione, a mio avviso,  è l’acquisizione di altri incarichi a seguito della pubblicità del cd passaparola, indice di ottimo lavoro svolto. La professione dell’amministratore è una professione molto particolare e completa ma al contempo molto bistrattata e mal intesa dai più. L’amministratore viene visto dai condomino quale persona ostile piuttosto che amica; come tale, altro non viene inteso se non  colui che tenta di approfittare sulle situazioni condominiali. Purtroppo la realtà è questa. Per contrastare questo luogo comune un buon amministratore professionista deve solo “armarsi” di formazione, cultura ma soprattutto di amore e idoneità verso il suo lavoro. 

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