Luce e gas, come si orientano i condòmini italiani?

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Autore: Gennaro Del Core

Sempre più condòmini italiani aderiscono al mercato libero per la fornitura di luce e gas. Allora per gli operatori del settore diventa sempre più vitale conoscere le ragioni ed anticipare le scelte dei consumatori.

Perché il focus sui condomini?

Perché la maggior parte degli Italiani vive in condominio. 

Ed ecco la grande domanda: Come scelgono il proprio fornitore?

Per rispondere al quesito bisogna partire dai numeri.

In Italia esistono già diversi siti online indipendenti che comparano quotidianamente i prezzi  per la fornitura di energia elettrica e del gas. Tuttavia, anche l’Aeegsi, Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il sistema idrico, per tramite del suo presidente Guido Bortoni, ha annunciato la nascita a breve (sicuramente prima dell’entrata in vigore del luglio 2019) di un portale interamente dedicato alla trasparenza ed alla comparazione delle tariffe. L’annuncio è avvenuto proprio nel corso della presentazione del rapporto annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta dall’Autorità.

Ancora. Possono tornare utili le ricerche effettuate da istituti o associazioni. Mi viene in mente l’ultima della Snaeg, Scudo Nazionale Antitruffe Energia e Gas, condotta su un campione di consumatori alla ricerca di tariffe migliori attraverso il web.

L’indagine realizzata con la collaborazione di Codici, luce-gas.it, altrabolletta.it e wekiwi – miglior fornitore energia elettrica, si è posta l’obiettivo di analizzare le modalità con le quali i consumatori che si interessano di energia utilizzano il web per la ricerca di offerte di forniture di energia. Ebbene, il 70% degli intervistati è interessato a valutare nuove offerte di forniture di energia, ma ha timore di essere truffato, mentre ben il 60% teme di essere vittima di continue sollecitazioni commerciali attuate dagli operatori. Una percentuale molto alta (57%) dichiara, probabilmente a causa della paura del cambiamento, di trovarsi bene con il fornitore storico.

Come amo spesso ripetere “Il mondo non è diventato digitale, usa il digitale”. Alla base delle scelte rimane sempre la fiducia riposta in un brand e, in questo caso specifico, nel timore di essere raggirati o molestati quotidianamente al telefono.

Un mio personale consiglio per gli operatori, partendo da quanto suddetto, è quello di creare spazi virtuali dove accogliere i propri clienti, anche quelli potenziali. La comunicazione verticale ha sempre meno senso visto che i mercati sono conversazioni. Allora quale luogo migliore del web? Permette a tutti di interagire, agli utenti di esprimere le proprie opinioni ed esplicitare le aspettative. Anche di esporre lamentele, l’operatore che pensi di evitare un fastidio evitando di ascoltare i consumatori forse non sa che sta solo lasciando che le sue criticità vengano veicolate su tutto il web senza alcun genere di monitoring. Le ricadute negative sono evidenti.

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