Legionella nelle tubature: cosa fare?

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Autore: Staff

La Legionella Pneumophila è un batterio che vive e prolifera negli ambienti sia naturali che artificiali, in cui è presente un alto tasso di umidità: laghi, fanghi, e laddove sia presente un ristagno di acqua. La malattia provocata da questo organismo patogeno è denominata Legionellosi; essa può manifestarsi sia in maniera asintomatica che con polmonite, febbre altissima e difficoltà nella respirazione.

Il primo episodio accertato ebbe luogo nel 1976 negli Stati Uniti, quando si verificò un’epidemia, che registrò 221 malati e 24 decessi. Le persone infette erano tutti ex combattenti dell’American Legion: essi parteciparono ad una conferenza tenutasi in un hotel, i cui condotti dell’aria condizionata furono poi accertati essere il veicolo del batterio responsabile dell’epidemia.

La trasmissione della legionella

Dagli ambienti naturali, il batterio giunge rapidamente a quelli artificiali, come i condotti delle tubature nelle città, nelle fontane decorative e nelle piscine. Questi possono far sviluppare e diffondere la legionella, con grave pregiudizio della salute umana.

Una proliferazione del batterio potrebbe avvenire anche in ambito domestico, attraverso le autoclavi presenti negli impianti di distribuzione di acqua negli edifici; per via aerea, annidandosi e moltiplicandosi nei condotti degli impianti di condizionamento (come insegna il caso statunitense).

Inoltre, la legionella è un batterio ubiquitario: ciò significa che esso può scatenare epidemie originate anche solo da una fonte, sporadica ed indipendente.

Come prevenire la diffusione della legionella nelle tubature

Abbiamo visto ampiamente come il batterio della legionella costituisca un pericolo, a livello di massa, per la salute pubblica.

Per scongiurare la sua diffusione, soprattutto nelle tubature, è necessaria un’opera di prevenzione molto efficiente. Tutti gli impianti idrici degli edifici, siano essi ad uso abitativo, commerciale o industriale, devono essere costantemente monitorati.

Nelle abitazioni, i rubinetti e soffioni delle docce vanno costantemente puliti e/o sostituiti, laddove necessario; occorre far scorrere l’acqua calda prima del suo effettivo utilizzo: infatti, la legionella si sviluppa in modo molto veloce in tutti quei circuiti in cui i miscelatori dell’acqua sono consumati.

Nei giardini, bisogna evitare di lasciare esposte le pompe di irrigazione per lungo tempo. Inoltre, i serbatoi adibiti ad accumulo d’acqua, di qualsiasi tipo, devono essere svuotati e puliti con regolarità.

Per quanto concerne gli impianti di condizionamento, occorre provvedere alla depurazione e/o sostituzione regolare dei filtri, unitamente al controllo di tutto l’impianto, con particolare attenzione alle parti esposte.

Nel caso in cui ci siano dubbi sull’esistenza del batterio nelle tubature, esistono specifici test relativi alla qualità dell’acqua potabile: essi sono disponibili sulla piattaforma web.

Cosa fare in caso di legionella nelle tubature

Cosa fare se viene accertata la presenza del batterio nelle tubature?

Dal punto di vista della bonifica degli impianti contaminati, è sconsigliabile nel modo più assoluto il fai da te. Occorre rivolgersi ad aziende specializzate nel settore, che, dopo un accurato sopralluogo, provvederanno ad implementare la tecnica considerata più idonea.

Per quanto riguarda i metodi utilizzati nella bonifica degli impianti da legionella, questi sono sia fisici che chimici.
Ad oggi sono considerate valide, ai fini della disinfezione degli impianti, le tecniche che seguono:

  1. Iper clorazione: questo metodo consiste nella somministrazione di concentrazione di cloro libero; è stato rilevato che questa sostanza è in grado di rendere inattivo il batterio della legionella.
  2. Trattamento termico: viene effettuato aumentando la temperatura dell’acqua oltre i 60 gradi nei preparatori di acqua calda, e farla pervenire ai miscelatori più lontani ad una temperatura ancora più alta, per almeno mezz’ora. Questo procedimento diminuisce in proporzione notevole la diffusione del batterio: è adottato nelle linee guida del Ministero della Salute per il trattamento della legionellosi e viene impiegata, ad esempio, in molti ospedali.
  3. Utilizzo del biossido di cloro: risulta efficace nella disinfezione delle tubature; tuttavia deve essere necessariamente legato ad altre sostanze chimiche come acido cloridrico e clorito di sodio. Il biossido di cloro non ha effetti collaterali, né per l’uomo, né per le tubature.
  4. Applicazione di soluzione stabilizzata di sali di argento + periossido di idrogeno: si tratta di una soluzione ormai consolidata negli anni, che sfrutta l’azione combinata dei sali d’argento e del periossido di idrogeno: mentre quest’ultimo ha una funzione ossidante, i primi impediscono la proliferazione del batterio della legionella. Anche queste sostanze non sono pericolose per la salute umana.

Il professionista incaricato, a seguito del sopralluogo e delle informazioni da voi fornite, valuterà l’azione più idonea da intraprendere, alla luce delle caratteristiche dell’impianto e dei metodi ritenuti più efficaci per la bonifica delle tubature.

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