Legge sulla partecipazione, il “Débat Public” della Puglia

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Autore: Gennaro Del Core

Approvata ieri dal consiglio regionale della Puglia la cosiddetta legge sulla partecipazione. Il testo, costituito dai 19 articoli del DDL 145/2016, mira a riportare l’attenzione istituzionale e civile sul tema della partecipazione popolare alle scelte strategiche e su procedimenti specifici. Particolare attenzione, per quanto ci riguarda, porremo sull’introduzione di una consolidata prassi francese: il Débat Public.

La norma si pone l’ambizioso obiettivo di non rimanere mera enunciazione di principi ma di stabilire procedimenti ordinari con caratteristiche definite:

  1. Informazione;
  2. Trasparenza;
  3. Consultazione;
  4. Ascolto;
  5. Coinvolgimento.

La crisi dei tradizionali strumenti di partecipazione impone il ripensamento degli stessi e l’aggiunta di nuovi. Se si aggiunge anche che le decisioni da prendere sono sempre più complesse e sempre di maggiore impatto sulla vita delle persone risulta evidente come sia necessario un processo di coinvolgimento delle stesse.

Ciò non solo al fine di informare ma anche di condividere una decisione che porta, inevitabilmente, anche ad una maggiore facilità nella successiva realizzazione. Questo non significa deresponsabilizzare il decisore pubblico ma rafforzare l’efficacia delle scelte. Non solo, è necessario anche che ci siano regole definite di questi procedimenti altrimenti si corre il rischio di causare ritardi che sarebbero una cura peggiore del male.

Il Débat Public è un’istituzione francese che prevede un confronto pubblico per vagliare le grandi opere di interesse nazionale. Altre forme sono presenti anche in altri paesi, negli USA c’è il Public Consensus Building ovvero un tavolo tecnico al quale partecipano tutti gli stakeholder ovvero i portatori di interesse su un caso specifico.

La formalizzazione e l’istituzionalizzazione del dibattito pubblico è avvenuta anche in Italia con l’introduzione del nuovo Codice Appalti, si legge al comma 1 dell’articolo 22:

Le amministrazioni aggiudicatrici e gli enti aggiudicatori pubblicano, nel proprio profilo del committente, i progetti di fattibilità relativi alle grandi opere infrastrutturali e di architettura di rilevanza sociale, aventi impatto sull’ambiente, sulle città e sull’assetto del territorio, nonché gli esiti della consultazione pubblica, comprensivi dei resoconti degli incontri e dei dibattiti con i portatori di interesse. I contributi e i resoconti sono pubblicati, con pari evidenza, unitamente ai documenti predisposti dall’amministrazione e relativi agli stessi lavori.”

Per concludere, il dibattito pubblico può rivelarsi un ottimo strumento per i cittadini anche in termini di verifica e controllo dell’operato delle amministrazioni. Consiste in un percorso di confronto e di scambi di opinione dei diversi punti di vista da parte dei portatori di interesse. Tuttavia, ciò è possibile a patto che non si sostanzi in semplici ed inconcludenti assemblee che non portano ad alcun risultato.

Può riguardare qualsiasi settore, dalla sanità all’edilizia, ed ogni scelta strategica che influenzi la vita di tutti, dalle programmazioni di carattere economico agli indirizzi per l’utilizzo di fondi passando per il tema a noi più caro: la riqualificazione urbana.

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