Lana di pecora per il cappotto della scuola

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Autore: Staff

La lana tosata dalle pecore, materiale di risulta difficile da smaltire, diventa la materia prima per confezionare pannelli isolanti. Diverse volte abbiamo parlato di utilizzo intelligente delle risorse naturali. In questo caso si è pensato di fare di uno scarto una risorsa per riscaldare gli spazi di un edificio scolastico.

Al 90% delle scuole in Italia, si sa, va rifatto il look. Il patrimonio italiano dell’edilizia scolastica, è ormai datato e necessita di interventi di ogni sorta. La messa in sicurezza, dei luoghi dove i nostri figli passano la maggior parte delle ore della giornata, passa dalla manutenzione ordinaria agli interventi di natura strutturale. Spesso a tutto cio’ si devono sommare gli interventi di riqualificazione energetica. Le aule ed i laboratori, infatti, in molti casi sono caratterizzati da soffitti e pareti che presentano enormi macchie di umidità e muffe. Inoltre, sono riscaldate con impianti obsoleti con ingenti ed inefficaci consumi di energia.

A Malegno, in provincia di Brescia, quest’anno i ragazzi della scuola elementare per il primo giorno di lezione hanno messo piede in una struttura del tutto rinnovata.

A causa degli insostenibili costi legati alla gestione energetica, l’amministrazione comunale, ha ben pensato di accendere un mutuo da mezzo milione di euro, per avviare il cantiere di ristrutturazione dell’edificio scolastico.

Numerosi gli interventi effettuati: isolamento termoacustico delle pareti esterne e del solaio di copertura (pannelli in lana di pecora), inserimento di tecnologia LED fotosensibile, applicazione di pellicola di sicurezza basso emissiva sui vetri dei serramenti, adeguamento sismico attraverso l’uso di rinforzi strutturali sulle murature portanti e consolidamento sin dalle fondazioni, installazione di pompe di calore e di pannelli fotovoltaici.

All’inizio dei lavori la scuola era in classe G, oggi gli studenti, gli insegnanti ed il personale tutto, possono godere di un edificio in classe B.

La scelta del cappotto in lana di pecora è stata fortemente voluta dall’amministrazione comunale. Il sindaco così si esprime nel merito: “In Sardegna c’è una realtà analoga che utilizza la lana di pecora come isolante. I pannelli sono identici a quelli che usano la lana di roccia, ma hanno due vantaggi in più. Anzitutto sono naturali e obbligano i cittadini a ragionare sulla gestione dei rifiuti. E poi mettono in atto quell’economia circolare cui, come Amministrazione, siamo molto sensibili”

Non starà mica parlando del Polo Produttivo per la Bioedilizia “CasaVerdeCO2.0″?

Best practice e bioedilizia rappresentano il binomio perfetto delle case history che ci piace raccontare.

 

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