Impianto elettrico non eseguito a regola d’arte

In condominio,rispondelavvocato il
Autore: Staff

Impianto elettrico: la Corte di Cassazione ha risolto il caso di un condòmino che lamentava di aver subito nella sua unità immobiliare di proprietà esclusiva, continue interruzioni della fornitura di energia elettrica, nonchè malfunzionamenti in altri appartamenti e nella luce scala, a seguito dei lavori di adeguamento dell’impianto elettrico condominiale alla normativa comunitaria, non eseguito a regola d’arte.

Da tali continui black out e variazioni di tensione elettrica il condomino sosteneva di aver ricevuto danni per la rottura del frigorifero e della lavatrice, con ingenti esborsi. Chiedeva quindi al Tribunale la condanna del Condominio a rendere l’impianto elettrico che fornisce il suo appartamento conforme alle disposizioni di legge e ad eseguire i necessari lavori, nonché a risarcire i danni materiali e non patrimoniali subiti.

Il Tribunale aveva accolto la domanda risarcitoria condannando al contempo il Condominio al rifacimento dell’impianto elettrico.

Le perizie espletate dai CTU in sede d’appello nonostante avessero accertato che l’impianto elettrico condominiale non fosse in regola rispetto alle normative tecniche, e perciò rivelasse carenze funzionali e di sicurezza, negavano l’esistenza di un nesso causale tra il cattivo funzionamento dell’impianto condominiale e quello pertinente la proprietà esclusiva del condomino, come anche tra i difetti dell’impianto comune ed i danni subiti dallo stesso.

Il caso approda in Cassazione, la quale, con l’ordinanza n. 16608 del 5 luglio 2017, riprendendo l’art. 1117, n.3, c.c., delimita l’estensione e i confini dell’impianto elettrico condominiale di distribuzione e trasmissione dell’energia rispetto all’inizio degli impianti che rientrano nelle proprietà esclusive delle unità immobiliari, in base al “punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condòmini”.

Ciò comporta che il Condominio sarà responsabile per i danni cagionati dal cattivo funzionamento dell’impianto elettrico limitatamente a quella parte del sistema che sia posta prima delle diramazioni negli appartamenti quindi nella parte comune, rimanendo i singoli condòmini tenuti alla manutenzione degli impianti interni.

Qualora sia provata la responsabilità del Condominio, trattandosi di danni cagionati dalla parte comune dell’impianto, il condomino non potrà attivare i rimedi prettamente contrattuali in quanto, come chiarisce la Corte, il rapporto tra Condominio e condòmino non ha natura contrattuale.

Di conseguenza, relativamente al buon funzionamento di tali impianti, quest’ultimo non è legittimato a presentare un’azione di condanna del Condominio al corretto adempimento della prestazione consistente nella messa a norma dell’impianto elettrico comune, come nel caso di specie.

Il condomino dovrà quindi tutelarsi con rimedi diversi da quelli prettamente contrattuali, dovendo attuare i rimedi approntati dalla disciplina condominiale, che trovano presupposto nella comproprietà dell’impianto ex art. 1117 c.c.

Lo stesso potrà avanzare quindi, verso il condominio, una pretesa risarcitoria nel caso di colpevole omissione dello stesso nel provvedere alla riparazione o all’adeguamento dell’impianto, oppure impugnare le deliberazioni assembleari ex art. 1137 c.c., presentare ricorsi contro i provvedimenti dell’amministratore ex art. 1133 c.c., domandare la revoca giudiziale dell’amministratore ex art. 1129, comma 11, c.c., o presentare ricorso all’autorità giudiziaria in caso di inerzia agli effetti dell’art. 1105, comma 4, c.c.

 Elisabetta Belviso, consulente giuridico.

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