Da qualche anno alcuni comuni, per ultimo in ordine di tempo Sassari, hanno deciso di provare a ripopolare i centri storici ed i borghi con il progetto “Casa a 1 euro” che consente di acquistare abitazioni per una cifra simbolica a patto di prevederne la ristrutturazione.

L’ultima amministrazione che sta approntando il progetto è quella di Sassari con la finalità di recuperare il centro storico che, a detta dei promotori dell’iniziativa, versa in condizioni di progressivo abbandono da parte degli abitanti.

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Come funziona il progetto “Casa a 1 euro”?

E’ bene chiarire subito che il Comune non acquista nulla, non aumenta il proprio patrimonio immobiliare. Semplicemente lancia una manifestazione di interesse rivolta a chi dovesse avere un’abitazione in stato di abbandono e voglia privarsene. Del resto, una casa inutilizzata costa solo in tasse e fa correre pericoli per la sua tenuta. Così, il ruolo dell’amministrazione comunale può essere solo quello di punto di incontro tra domanda ed offerta. Per quello che concerne gli acquirenti, invece, bisogna sgombrare il campo da facili entusiasmi: l’acquisto della casa ad un solo euro può avvenire solo con la contemporanea presentazione di un progetto di ristrutturazione dell’unità abitativa. Un’ultima precisazione, potranno acquistare le case i privati ma anche associazioni ed imprese.

L’obiettivo del progetto, che è partito dopo il tragico terremoto di L’Aquila e si è sviluppato in diverse realtà italiane, è quello di rigenerare pezzi delle città ma anche, non di secondo ordine, favorire una certa ripresa del settore dell”edilizia. Non è un mistero che sia un comparto in difficoltà ben prima della pandemia e queste occasioni, come ad esempio bonus e superbonus, possono favorire i protagonisti di tutta la filiera. In pratica, si recuperano i centri storici ed i borghi al di fuori dei centri urbani (sul tema puoi leggere l’articolo dell’accordo tra Confedilizia e ADSI) favorendo il ritorno di abitanti che facciano, tra le altre cose, ripartire l’edilizia con le ristrutturazioni, ma anche la vita economica dei luoghi. Si pensi alle piccole attività che possono nascere con l’insediamento di una comunità, dai market alimentari ad attività, per esempio, nel settore dell’abbigliamento o di servizi in genere.

Un’ultima questione riguarda la destinazione d’uso degli immobili oggetto di compravendita, prima, e di ristrutturazione in tempi certi, poi. Le case acquistate a un euro dovranno essere ristrutturate con un cronoprogramma puntuale ma, in seguito, potranno essere destinate o ad uso abitativo oppure con finalità turistiche realizzando delle strutture ricettive come bed and breakfast. Un’ipotesi ulteriore di destinazione d’uso, aggiungo io, sempre nell’ottica di tornare ad abitare quei luoghi, prevede che all’interno delle abitazioni si possano ricavare spazi per lo smart working, modalità di lavoro sempre più diffusa e destinata a resistere nel tempo.

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By Gennaro Del Core

Comunicatore e giornalista