Si è concluso ieri il Forum PA che si è tenuto, per la prima volta, proprio a Bari. In particolare, abbiamo seguito l’incontro “Ambienti Smart per una società che cambia: prospettive ed opportunità”.

Il tema dello “Smart Building” non è una moda passeggera ma una necessità, quella di ripensare l’intero comparto edile secondo nuovi canoni non solo tecnici. Per Smart Building si intende, infatti, una metodologia di costruzione che renda l’edificio davvero intelligente. Vuol dire porre l’attenzione sugli elementi fondamentali che costituiscono un edificio e, di conseguenza, un’unità immobiliare. Un procedimento complesso e finalizzato anche alla misurazione degli effetti sulla salute di coloro che vi abitano.

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A relazionare sui diversi aspetti del tema sono stati esperti ed operatori del settore, come l’Architetto Salvatore Paterno del Centro di Fisica Edile (studio di progettazione) che si è soffermato sulla ricerca che stanno portando avanti. Un progetto orientato non solo all’efficientamento energetico degli edifici ma un passo in più come conferma ai nostri microfoni. A margine dell’incontro abbiamo raccolto una dichiarazione dell’altro rappresentante del Centro di Fisica Edile, l’Architetto Antonio Stragapede che ha introdotto, invece, due concetti alla base dello smart building.

Si tratta del rapporto tra un edificio, e le sue unità abitative come è ovvio, con il benessere e la salute di coloro che vi abitano. La caratteristica dei fabbricati legata alla loro stessa salubrità sta prendendo sempre più spazio nel panorama del settore edile. Il tema degli ambienti smart è centrale nello sviluppo dei progetti dell’azienda, non solo e non più le semplici prestazioni dell’involucro ma anche quelle degli ambienti interni.

Salvatore Matarrese, Deputato e Presidente del Distretto per l’Edilizia Sostenibile, ha tracciato i limiti della sfida che si impone al comparto. Quella che impone ai fabbricati di intrecciare tecnologie, salute e salubrità al fine di aumentare il confort ma soprattutto il benessere delle persone. Edifici davvero intelligenti portano a città intelligenti, in altre parole solo attraverso lo smart building si può puntare a raggiungere quel traguardo di smart city che da più parti viene invocato.

I benefici poi, ricadrebbero in tutti i settori. Non solo in termini economici, dato il ruolo centrale dell’edilizia per l’economia nazionale, ma anche in termini di spesa sanitaria. Infine, con l’Ingegnere Gianluigi De Gennaro abbiamo parlato di inquinamento indoor. Ovvero tutte quelle circostanze, che spesso sfuggono alla nostra attenzione, ma che sono in realtà portatrici di potenziali malattie. I pericoli da inquinamento interno (ovvero quello che respiriamo nelle nostre case o nei nostri uffici) possono arrivare da agenti insospettabili, come ad esempio i materiali dell’arredamento o i detersivi che utilizziamo quotidianamente, e svolgere la loro azione del tutto indisturbati.

Innanzitutto è importante fare attenzione a quello che introduciamo negli ambienti chiusi che frequentiamo ma, subito dopo, si possono immaginare buone pratiche per areare i locali. Infine, esistono strumenti che sono in grado di misurare la qualità dell’aria che respiriamo ed eventualmente predisporre piani particolareggiati.

Per concludere, costruire in maniera davvero intelligente, come lo smart building impone, è un obiettivo che apporta benefici alle persone ed all’ambiente. Tuttavia, produce anche risvolti positivi in tutti i settori, dall’economia alla sanità. Allora cosa aspettare ancora?

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