Fascicolo del fabbricato, Simone: “Sia lo Stato ad accertare le conformità”

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Autore: Staff

Il fascicolo del fabbricato è una raccolta di dati anagrafici e strutturali di un edificio. La sua introduzione non è mai avvenuta completamente, tuttavia, ciclicamente si torna a discuterne. Ecco la nota di Mauro Simone, Presidente di Alac Bari.

I vari disegni di legge presentati negli ultimi vent’anni, compreso l’ultimo in ordine di tempo ventilato dal Ministro Delrio, in merito alla sicurezza degli edifici, sono stati tutti oggetto di prese di posizione da parte dei rappresentanti del mondo immobiliare, che in larga misura non ritengono il fascicolo del fabbricato una misura utile e adeguata a garantire la sicurezza del patrimonio edilizio residenziale.

L’adozione di un programma di verifiche e di controlli per conoscere le caratteristiche di tutte le unità immobiliari e acquisire i dati distintivi dell’immobile (vale a dire finiture, impiantistica, struttura, etc.) può essere una iniziativa certamente utile per evitare crolli e collassi nei fabbricati.

Non sarei contrario ad un serio provvedimento pur non condividendo metodo e merito delle proposte sinora avanzate.

Mauro Simone, presidente nazionale ALAC

A me sembra che la sostanza delle succitate proposte sono principalmente di imporre sui fabbricati un onere prettamente amministrativo.

I metodi proposti allo scopo di risolvere la questione sicurezza degli edifici facendo carico ai proprietari di dimostrare la liceità delle concessioni edilizie, delle autorizzazioni e via dicendo, non sono condivisibili, anche perché sono gli Enti locali che concedono le autorizzazioni ai costruttori e quindi dovrebbe essere lo Stato ad accertare la conformità mediante le strutture tecniche e burocratiche di cui dispone.

Dovrebbero quindi essere, a mio avviso, gli Enti locali a provvedere alle verifiche e alle certificazioni con gli strumenti preposti, invece si presume una situazione di illegalità facendo carico al cittadino difornire la prova contraria.

Quello dell’eventuale introduzione del fascicolo del fabbricato è un provvedimento che non piace ai proprietari perché i costi peserebbero non poco sulle loro tasche già onerate di tasse, solo per IMU-Tasi lo Stato incassa ben 21 miliardi di euro l’anno, talché sta emergendo nei proprietari una certa propensione per la vendita piuttosto che per l’affittanza.

È un provvedimento che non piace nemmeno agli amministratori di condominio in quanto l’amministratore è gravato da altre responsabilità (per esempio di adeguare gli impianti comuni alle norme di sicurezza) e da altri compiti che sono venuti nel tempo   ad aggiungersi a quelli tradizionali di sua competenza.

La cultura della sicurezza dovrebbe caratterizzare, come avviene negli Stati Uniti, l’intero processo edilizio: a partire dalla progettazione, per proseguire nell’esecuzione e completarsi nella manutenzione programmata.

I miei suggerimenti in proposito sono:

  1. Redigere una mappa del rischio abitativo, orientando gli interessi verso quelle aree e tipologie di edifici che potenzialmente sono più a rischio.
  2. Introdurre forme volontarie di certificazione della qualità dei fabbricati.
  3. Sensibilizzare i cittadini, anche attraverso la collaborazione delle Associazioni di categoria (di proprietari, amministratori), delle Associazioni professionali e gli Ordini professionali allo scopo di migliorare e sviluppare la cultura della casa, della sicurezza e del controllo degli edifici, nonché la qualità ecologica delle abitazioni (per esempio con appositi questionari e vademecum da compilare a cura dei cittadini e inoltre responsabilizzando tutte le figure: tecniche, amministrative e giuridiche dal momento della costruzione e della vendita e anche quello della gestione e della manutenzione).
  4. Stanziare risorse da parte degli Enti locali per proseguire l’obiettivo nel tempo della sicurezza attraverso accertamenti.
  5. Potenziare e responsabilizzare gli Enti pubblici (VVFF, Protezione Civile, Uffici Tecnici Comunali, Provinciali e Regionali).
  6. Introdurre un registro condominiale obbligatorio per ogni opera realizzata nelle parti comuni e in quelle di esclusiva proprietà, anche prevedendo l’irrogazione di pesanti sanzioni a carico degli inadempienti e dei trasgressori che violino le prescrizioni del Registro e l’art.1122 del cod. civ.

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