Facciata, modifiche solo con il benestare di un tecnico

In condominio,norme e tributi,rispondelavvocato il
Autore: Staff

Modifiche in facciata: “Il regolamento condominiale contrattuale può rimettere la valutazione della legittimità di ogni modifica alle caratteristiche della facciata, al preventivo e insindacabile benestare di un professionista”. Così ha affermato la Cassazione con la Sentenza 30528/2017.

Con tale sentenza del 19 dicembre 2017 la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso e confermato quanto già deciso, nel caso de quo, dalla Corte d’appello di Milano.

La causa era stata promossa per la rimozione di una serra realizzata da un condòmino nel giardino di proprietà esclusiva ed in aderenza alla facciata condominiale. In questo consistono le modifiche del caso.

La Corte d’Appello ha affermato che l’art. 25 del Regolamento condominiale rimettesse ogni opera, che potesse incidere sulle caratteristiche delle facciate, al “preventivo ed insindacabile benestare scritto” del progettista del fabbricato o di un altro tecnico da nominare in futuro.

Ciò, secondo la Corte di Milano, significava affidare, mediante scelta condivisa con l’accettazione del regolamento condominiale all’atto dell’acquisto delle singole unità immobiliari, ad un “soggetto qualificato” la verifica “del rispetto del requisito che la legge impone”.

I giudici di appello giustificavano la costruzione della serra solare, definendola «funzionale ad accrescere la vivibilità dell’appartamento e ad assicurare la fruibilità per qualsiasi occasione anche di svago e di tempo libero». Ed escludevano l’applicabilità dell’art. 907 c.c. in tema di distanze dalle vedute, come anche la violazione dell’art. 1102 c.c., trattandosi di opera realizzata a piano terra, nel giardino di proprietà esclusiva, in aderenza alla facciata condominiale e non preclusiva del pari uso del bene comune.

La Corte di Cassazione ha retto il vaglio esprimendo il seguente principio: «non costituisce deroga agli artt. neo e 1122 c.c., dando luogo, piuttosto, a vincoli di carattere reale tipici delle servitù prediali (e non a limitazioni di portata meramente obbligatoria), nel senso di specificare i limiti di carattere sostanziale delle innovazioni, mediante predisposizione di una disciplina di fonte convenzionale, espressione di autonomia privata, che pone nell’interesse comune una peculiare modalità di definizione dell’indice del decoro architettonico». 

Promuovi il tuo brand con un redazionale su Casa Smart

Tutto ciò si deve coniugare con la recente pronuncia del Supremo Collegio in merito alle norme sulle distanze legali, in particolare relativamente al diritto di veduta. Tali norme sono, infatti, valide e applicabili anche tra i condòmini di un edificio condominiale «soltanto se compatibili con la disciplina particolare relativa alle cose comuni, cioè quando l’applicazione di quest’ultima non sia in contrasto con le prime». Proprio in quest’ultima ipotesi, «la prevalenza della norma speciale in materia di condominio determina l’inapplicabilità della disciplina generale sulle distanze che, nel condominio degli edifici e nei rapporti tra singolo condomino e condominio, è in rapporto di subordinazione rispetto alla prima».

E’ chiaro che, laddove il Giudice verifichi il rispetto dell’art. 1102 del c.c., «deve ritenersi legittima l’opera realizzata anche senza il rispetto delle norme dettate per regolare i rapporti tra proprietà contigue, sempre che venga rispettata la struttura dell’edificio condominiale».

Rimani aggiornato seguendo il nostro canale Telegram

Condividilo

Tag:, , , , , ,