L’Ance nazionale lancia l’allarme sul caro prezzi dei materiali in edilizia. Con i costi così alti si rischia lo stop ai cantieri e il fallimento del Pnrr. Il presidente della delegazione Puglia sottolinea che il prezziario regionale è fermo al 2019 e che il comparto rischia il tracollo.

Non possiamo più attendere: scarseggiano materiali e gli impianti di produzione stanno chiudendo. Occorrono subito misure per calmierare i prezzi e compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese, altrimenti i cantieri del Pnrr anche per carenza di materie di prime si fermeranno tutti”. È l’allarme lanciato dal presidente Ance, Gabriele Buia, alla luce del peggioramento delle condizioni del mercato delle costruzioni delle ultime settimane. “Da tutti i territori stiamo ricevendo il grido di allarme delle nostre imprese che da Nord a Sud denunciano una situazione ormai fuori controllo, con prezzi alle stelle e materiali introvabili. Emergenze che le misure varate finora non possono in alcun modo arginare”, continua il Presidente dei costruttori.

Negli ultimi giorni, infatti, i prezzi dei materiali di costruzioni che già erano pressoché raddoppiati nell’ultimo anno sono ulteriormente schizzati. In particolare, risultano ormai praticamente irreperibili se non a costi insostenibili bitume, acciaio e alluminio e tanti altri ancora. A peggiorare ulteriormente le cose il macroscopico rialzo di gas e carburante che sta mettendo in ulteriore difficoltà il trasporto dei mezzi e la gestione delle consegne. “Se non si interviene le imprese saranno costrette a fermarsi e chiudere i cantieri. E anzi molti li stanno già chiudendo”, avverte Buia che annuncia di voler chiedere un incontro urgente al Presidente Draghi per salvare il Pnrr. “E’ chiaro a tutti che in assenza di contromisure necessarie come l’adeguamento automatico dei prezzi ai valori correnti per tutte le stazioni appaltanti e misure efficaci di compensazione degli aumenti subiti, nessuna impresa sarà in grado di realizzare le opere che gli sono state commissionate e che di questo passo del Pnrr non resterà che la carta”, conclude il Presidente dei costruttori. “Siamo consapevoli della gravità del momento e delle difficoltà che il Governo sta gestendo anche sul piano internazionale per porre fine quanto prima al conflitto ucraino, ma il grido di allarme dei nostri territori non si può più ignorare e merita risposte concrete e immediate”.

Nonostante l’assessore Piemontese abbia più volte promesso un celere aggiornamento del prezziario regionale, fermo al 2019 – aggiunge Nicola Bonerba, presidente Ance Puglia – finora nessuna novità. Peraltro, le clausole di revisione dei prezzi nei bandi per opere pubbliche contenute nel decreto ‘Sostegni ter’, oltre a essere insufficienti a compensare gli aumenti registrati, non sempre vengono inserite nei bandi. Se non intervengono misure a livello nazionale e regionale immediatamente, il settore delle costruzioni in Puglia rischia il tracollo; il primo segnale del circolo vizioso in atto è il crescente numero di gare per opere pubbliche che stanno andando deserte”.

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