Ecobonus: le stime della Camera dei Deputati

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Autore: Gennaro Del Core

Il centro studi della Camera dei Deputati ha reso nota una ricerca sulle stime dell’impatto delle misure di incentivazione per il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio italiano.

Tutti i bonus che abbiamo imparato a conoscere, finalizzati ad una maggiore e sostenibile efficienza energetica hanno avuto effetti benefici sul patrimonio immobiliare del nostro paese. Non solo in termini di difesa dell’ambiente ma anche di sostegno alla ripresa economica del settore edile.

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I dati in esame, per il ventennio 1998 – 2018, sono state pubblicati nella ricerca condotta con il Cresme (Centro ricerche economiche sociali di mercato per l’edilizia e il territorio), su richiesta dell’VIII Commissione (Ambiente), con un’analisi dei numeri fino al 2017 e la stima su quelli del 2018 in base ai primi otto mesi di rilevazioni.

Dalle stime elaborate dal CRESME nel documento emerge che gli incentivi fiscali per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica hanno interessato dal 1998 al 2018, 17,8 milioni di interventi, ossia – considerando che le abitazioni sono il principale oggetto degli interventi di rinnovo – oltre il 57% delle abitazioni italiane stimate dall’ISTAT in 31,2 milioni.

In venti anni le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti pari a 292,7 miliardi di euro.

Ripartizione territoriale

Il dato a consuntivo per il 2017 indica un volume di investimenti pari a 28.106 milioni di euro veicolati dagli incentivi, riconducibili a 3.724 milioni di euro per la riqualificazione energetica e a 24.382 milioni di euro per il recupero edilizio. Le previsioni per il 2018, sulla base delle dinamiche registrate nei primi otto mesi dell’anno, indicano un volume di spesa complessivo superiore ai livelli del 2017, con 28.587 milioni di euro, imputabili per 3.549 milioni di euro alla riqualificazione energetica e per 25.038 milioni al recupero edilizio.

A proposito della ripartizione territoriale dei dati della ricerca della Camera dei Deputati sulle stime dell’impatto delle misure di incentivazione si registra una netta prevalenza del centro nord rispetto al sud. Tuttavia, il Mezzogiorno fa registrare, nel confronto dal 2011 al 2017, maggiori tassi di crescita. L’incremento del ricorso agli incentivi fiscali per recuperare o riqualificare gli immobili nelle regioni del sud raggiunge il 117%.

Occupazione

In termini di ricaduta occupazionale le misure per le agevolazioni fiscali hanno avuto un impatto assolutamente positivo. Nel 2018 le stime parlano di 426.745 occupati, dei quali 284.497 diretti e 142.248 nell’indotto. I 202,4 miliardi di euro attivati dagli incentivi nel periodo 2011-2017, poi, hanno attivato oltre 2 milioni di occupati diretti nel settore del recupero edilizio e della riqualificazione energetica e 1 milione di occupati indiretti nelle industrie e nei servizi collegati.

Per concludere, l’impatto dei bonus, in tutte le loro declinazioni ed ambiti, è stato sicuramente positivo. Ancor di più se si considera, da un lato, la situazione in cui versa il patrimonio edilizio italiano, in gran parte vetusto ed energivoro, e dall’altro quello degli attori della filiera. In più parti, e per più aspetti, in grave difficoltà sia dal punto di vista dei costruttori che dei tecnici fino a tutte le altre figure.

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