Disagio abitativo, 110 milioni dalla Regione Puglia

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Autore: Rossana Saponaro

Una delibera della giunta regionale scritta a sei mani consentirà, con 110 milioni di euro, di ridurre il disagio abitativo attraverso interventi di riqualificazione per circa duemila alloggi d’intesa con le agenzie Arca Puglia.

Sul tema della riqualificazione edilizia abbiamo scritto numerosi articoli, abbiamo anche incentrato il nostro workshop di maggio scorso. Finalmente anche in Regione qualcosa si muove.

E’ stata presentata ieri la delibera di giunta, firmata dagli assessori all’Urbanistica, Anna Maria Curcuruto, al Welfare, Salvatore Negro e allo Sviluppo Economico Loredana Capone, con cui si assegnano 110 milioni di euro da fondi comunitari per la riduzione del disagio abitativo.

La delibera giunge con un tempismo perfetto rispetto al recentissimo episodio relativo al crollo di una palazzina registratosi solo pochi giorni fa a Torre Annunziata. Episodio che ha aperto il dibattito sul tema caldissimo del fascicolo del fabbricato.

“In Puglia abbiamo oltre 53mila alloggi, di cui il 40% risalgono a prima degli anni Ottanta e hanno sicuramente bisogno di interventi radicali. Penso alle otto palazzine con 240 appartamenti dell’Isola di Taranto, risalenti al 1936: da lì daremo il nostro contributo al risanamento della città vecchia, che sarà teatro degli interventi del CIS”, spiega l’assessore Curcuruto.

Saranno risanati circa duemila (1973) alloggi del patrimonio pubblico delle Arca – Agenzia regionale per la casa e l’abitare. All’incontro erano presenti anche gli amministratori delle Arca: Enzo De Candia per Taranto, Donato Pascarella per Foggia, Giuseppe Zichella per Bari-Centrale e Floriana Gallucci per Sud Salento. Oggetto di interventi saranno anche case al rione Paradiso di Brindisi, a Bari-Japigia, a Andria San Valentino, a Barletta via Bruni e Canosa, a Trani via Francia. A Foggia si lavorerà in lotti di via Silvestri e via Martora, a Lecce in via Siracusa, viale Repubblica e via Vergine.

“Abbiamo scelto – ha detto la Curcuruto – complessi omogenei nelle condizioni peggiori dopo aver fatto sopralluoghi diretti. Se avessimo parcellizzato gli interventi, non avremmo raggiunto né la lotta al degrado, né la messa in sicurezza, né il recupero sociale. I lavori potranno infine essere integrati con i programmi di rigenerazione urbana. I cantieri partiranno una volta ottenuti i progetti, con la procedura negoziale con le Arca”.

Il macro obiettivo di questo finanziamento è quello di legare gli interventi di ristrutturazione con quelli relativi all’efficientamento energetico, con quelli relativi alla riduzione del rischio sismico e quelli sociali attraverso l’eliminazione delle barriere architettoniche e con la domotica sociale legata ai servizi. Tutto nell’ottica di un recupero integrato dell’organismo edificio-impianto.

La delibera riporta i contributi e le firme di tre assessorati importanti. Quello al Welfare darà una mano per l’abbattimento delle barriere architettoniche e per l’introduzione degli ausili informatici. Quello allo sviluppo economico per gli interventi relativi alla sostituzione degli infissi e all’isolamento termico.

Il coordinamento e la condivisione del programma e delle azioni fa sì che l’intervento possa definirsi organico. Si va dalle strutture, soprattutto per le palazzine nelle zone sismiche del foggiano, agli impianti che consentiranno il risparmio in bolletta, alle persone stesse che vivono le residenze. Intervenire nella lotta al disagio abitativo, infatti, significa mettere al centro le persone, gli abitanti. Significa migliorare le condizioni di vita delle categorie più deboli che abitano i quartieri popolari. Garantire un servizio, un sostegno ad anziani e disabili, eliminando le barriere architettoniche, installando nuovi e semplici impianti domotici che consentano loro di comunicare con enti ed attività commerciali.

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