Il diritto reale di uso del parcheggio deve essere pagato

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Autore: Staff

Capita ormai di frequente, soprattutto nelle città ad alta densità, in cui risulta difficoltoso trovare parcheggio, di acquistare anche per necessità, un immobile con annesse aree destinate a parcheggio. Come regola la legge l’acquisto dell’immobile in tali casi? Il parcheggio rientra di diritto nell’acquisto?

In seguito al riconoscimento del diritto reale di uso dell’area a parcheggio di uno stabile, con posto auto individuato e riservato, è dovuto un apposito corrispettivo o una integrazione del prezzo dell’unità abitativa acquistata.

È quanto ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 10727 del 3 maggio scorso, scaturita dal caso di un acquirente che aveva acquistato un immobile con annesso posto auto e che per lo stesso gli fosse stata richiesta un’integrazione del prezzo dell’immobile.

L’acquirente si è rivolta al Tribunale affinché accertasse che con l’atto con cui aveva acquistato l’immobile, le fosse stata altresì trasferita automaticamente la proprietà del posto auto ubicato al piano seminterrato dell’edificio.

Tale trasferimento di proprietà aveva come fondamento il fatto di considerare il posto auto come accessorio e pertinenza, o comunque un’area su cui insistesse un vincolo di destinazione al servizio dell’appartamento acquistato, facendo sorgere un diritto reale d’uso che non necessitasse corrispettivi o integrazioni.

Il caso, dai risvolti interessanti nonché frequenti, è approdato in Cassazione che ha risolto così il caso.

La Suprema Corte ha richiamato il principio di diritto posto nelle norme in materia di attività urbanistico-edilizia (in particolare dall’art. 18 della l. n. 765/1967 e dall’art. 26 della l. n.47/1985), secondo cui sull’area destinata a parcheggio sussiste un vincolo di destinazione, il quale non comporta l’automatico trasferimento di proprietà dello stesso in capo a colui che acquista l’immobile.

Tale vincolo ha come conseguenza il sorgere per il proprietario venditore non l’obbligo di trasferire la proprietà dell’area destinata a parcheggio insieme alla costruzione, ma quello di non eliminare il vincolo esistente, sicchè esso crea in capo all’acquirente dell’appartamento un diritto reale di uso su tale area.

La Corte quindi, ritiene che per tale uso sia dovuto un corrispettivo o un’integrazione del prezzo dell’unità abitativa, riprendendo un orientamento maggioritario della giurisprudenza della Corte secondo cui al costruttore, cioè il venditore originario, è dovuto un apposito corrispettivo per il diritto di uso dell’area a parcheggio.

Elisabetta Belviso, consulente giuridico.

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