Decreto Ingiuntivo: notifica anche al singolo condomino obbligato pro quota.

“In caso di titolo esecutivo giudiziale, formatosi nei confronti dell’ente di gestione condominiale in persona dell’amministratore e azionato nei confronti del singolo condomino quale obbligato pro quota, la notifica del precetto al singolo condomino, ex art. 479 c.p.c., non può prescindere dalla notificazione, preventiva o contestuale, del titolo emesso nei confronti dell’ente di gestione”.

E’ quanto chiarito dalla VI Sezione Civile della Cassazione nella recente ordinanza del 29 marzo 2017 n. 8150, in ossequio ed in continuità dei principi di diritto già affermati dalla medesima con la sent. n. 1289/2012 e con l’ord. n. 23693\2011. Con detta decisione, viene affrontata la tematica, legata alla natura parziaria dell’obbligazione condominiale, riguardante la procedura da seguire per la riscossione coattiva del credito vantato dal terzo, dopo che quest’ultimo, ottenuto un titolo esecutivo nei confronti del condominio, sia rimasto insoddisfatto e voglia agire contro il condomino obbligato pro quota.

CASO: La pronuncia trae origine dal ricorso per cassazione presentato da un condomino avverso la sentenza con la quale il Tribunale rigettava la sua opposizione a precetto proposta nei confronti di una Società di Gestione Immobili, creditrice del condominio. Il ricorrente denunciava la violazione degli artt. 479 e 654c.p.c. e i vizi di motivazione, lamentando che, qualora si voglia agire esecutivamente contro un singolo condomino in forza di decreto ingiuntivo emesso nei confronti del condominio, occorre che il titolo giudiziale sia notificato al condomino esecutato.

Ai fini della trattazione, rilevanti sono le disposizioni normative di seguito riportate:

Art. 479 c.p.c. Se la legge non dispone altrimenti, l’esecuzione forzata deve essere preceduta dalla notificazione del titolo in forma esecutiva e del precetto. La notificazione del titolo esecutivo deve essere fatta alla parte personalmente a norma degli articoli 137 e seguenti. Il precetto può essere redatto di seguito al titolo esecutivo ed essere notificato insieme con questo, purché la notificazione sia fatta alla parte personalmente”.

Art. 654 c.2. c.p.c. “Ai fini dell’esecuzione non occorre una nuova notificazione del decreto ingiuntivo, ma nel precetto deve farsi menzione del provvedimento che ha disposto l’esecutorietà e dell’apposizione della formula”.

Il creditore del condominio che intende avviare il pignoramento contro uno dei condomini deve prima notificare a questi il titolo esecutivo formatosi nei confronti del condominio. Non può, dunque, procedere alla notifica del precetto e azionare l’esecuzione forzata senza aver preliminarmente o contestualmente messo a conoscenza l’interessato della situazione debitoria.

La Suprema Corte giunge a codesta asserzione sulla base della circostanza che il condominio è soggetto distinto ed autonomo rispetto ai singoli condomini, ancorché si tratti di soggetto non dotato di autonomia patrimoniale perfetta, e precisa altresì che l’art. 654 c.2 è applicabile solo al soggetto nei confronti del quale il decreto ingiuntivo sia stato emesso ed al quale sia stato ritualmente notificato. E’ errato ritenere che l’amministratore abbia la rappresentanza dei singoli condomini ed, in quanto tale, sia legittimato a ricevere la notificazione di atti con effetti immediatamente riconducibili ai condomini.

Qualora il creditore intenda far valere la responsabilità patrimoniale di un soggetto diverso dall’ingiunto – pur se in ipotesi responsabile dei debiti di lui – a cui il titolo esecutivo non sia stato mai notificato, la norma dell’art. 654 c. 2 è inapplicabile, dovendosi sempre riconoscere al soggetto passivo dell’esecuzione il diritto di avere notizia e piena cognizione della natura del titolo in forza del quale si procede nei suoi confronti.

Ne consegue che, il decreto ingiuntivo o l’eventuale sentenza di condanna ottenuta dal creditore nei confronti dell’ente di gestione del condominio deve essere notificato anche al singolo condomino nel caso in cui lo stesso creditore intenda agire contro questi per il recupero coattivo del proprio credito.

Una nuova notificazione del titolo esecutivo non occorre per il condominio, destinatario diretto del decreto monitorio, è invece necessaria nei confronti del singolo condomino contro il quale si intende azionare il predetto titolo, non indicato nell’ingiunzione ma responsabile pro quota della obbligazione a carico del condominio. Ma quali sono le ragioni di tale notificazione? Mettere il condomino in condizione di conoscere il titolo ex art. 474 c.p.c. in base al quale viene minacciata in suo danno l’esecuzione, nonché di adempiere l’obbligazione da esso risultante entro il termine previsto dall’art. 480 c.p.c.

In sostanza, ogni condomino, tenuto a pagare i debiti del condominio in proporzione alla propria quota di millesimi, può pretendere che, prima del pignoramento, gli venga notificato il titolo esecutivo giudiziale (decreto ingiuntivo o sentenza di condanna), benché già notificato al condominio in persona dell’amministratore.

Licia Divella, consulente giuridico.

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