Decreto Ingiuntivo a condomino moroso: basta il verbale condominiale?

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Autore: Staff

“Il verbale di assemblea condominiale, contenente l’indicazione delle spese occorrenti per la conservazione o l’uso delle parti comuni, ovvero, la delibera di approvazione del preventivo di spese straordinarie, costituisce prova scritta idonea per ottenere decreto ingiuntivo pur in mancanza dello stato di ripartizione delle medesime, necessario al solo fine di ottenere la clausola di provvisoria esecuzione del provvedimento ai sensi dell’art. 63 disp. att. c.c”

E’ quanto chiarito dalla Suprema Corte di Cassazione nella recente sentenza n. 10621 del 28 aprile 2017, in ossequio ed in continuità dei principi di diritto già affermati dalla giurisprudenza in relazione alla corretta procedura da seguire per il recupero coattivo del credito contro un condomino moroso nei casi di mancata approvazione del progetto di riparto spese.

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CASO: La pronuncia trae origine dal ricorso per decreto ingiuntivo presentato da un amministratore di condominio – sulla base del preventivo di spesa approvato dall’assemblea senza la contestuale approvazione del relativo piano di riparto – avverso un singolo condomino per il mancato versamento delle quote relative ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati sull’edificio. A seguito dell’esito sfavorevole del giudizio di opposizione, il condomino moroso proponeva ricorso in Cassazione.

Come innovata dalla L. 11 dicembre 2012, n. 220, Riforma del Condominio, l’odierna formulazione degli artt. 1129, 1130 e 1131 cod. civ. legittima l’amministratore di condominio ad agire in giudizio nei confronti dei condomini morosi per il recupero forzoso dei contributi, senza la necessità di alcuna autorizzazione da parte dell’assemblea. Di contro, l’esistenza di uno stato di ripartizione delle spese approvato dall’assemblea è una circostanza che rileva soltanto in ordine alla fondatezza della domanda proposta nei confronti dei condomini morosi, con riferimento all’onere probatorio posto a carico dell’amministratore. (Cfr. Cass. civ. n. 2452/1994, Cass. civ. n. 14665/1999).

La Corte evidenzia che l’obbligo del condomino di pagare al condominio, pro quota, le spese per la manutenzione e l’esercizio dei servizi comuni dell’immobile deriva dalla stessa gestione e, dunque, preesiste all’approvazione da parte dell’assemblea dello stato di ripartizione, che non ha valore costitutivo, ma solo dichiarativo del credito del condominio. Orbene, mentre la delibera di approvazione del preventivo di spesa è documento idoneo per ottenere decreto ingiuntivo, lo stato di riparto delle spese è necessario al solo fine di ottenere la provvisoria esecuzione del provvedimento ai sensi dell’art. 63 disp. att. c.c. (Cfr. Cass.civ. n. 15017/2000).

Nella citata sentenza, la Cassazione aggiunge e precisa che qualora un condomino dovesse proporre opposizione al decreto ingiuntivo – attivando un giudizio di cognizione ordinaria – spetterebbe all’amministratore di condominio provare, in assenza della delibera di approvazione del piano di riparto, gli elementi costitutivi del credito nei confronti del condomino, anche avuto riguardo ai criteri di ripartizione delle spese relative alle parti comuni dello stabile, nonché la facoltà di quest’ultimo di contestare la sussistenza e l’ammontare del credito azionato nei suoi confronti.

Alla luce delle predette considerazioni, posto che la legittimazione ad agire dell’amministratore per il pagamento della quota condominiale trova fondamento direttamente nelle disposizioni di cui agli artt. 1130 e 1131 c.c., deve escludersi che la delibera di approvazione assembleare del piano di ripartizione costituisca un presupposto processuale o una condizione dell’azione avverso il moroso: la mancata approvazione dello stato di ripartizione delle spese non attiene né alla sussistenza del credito né alla possibilità di ottenere un decreto ingiuntivo, ma rileva solo ai fini della concessione della provvisoria esecutorietà del decreto, ex art. 63 disp. att. cod. civ.

In conclusione, è possibile proporre ricorso per decreto ingiuntivo contro un condomino moroso per il recupero del credito dovuto, anche in mancanza di approvazione del piano di riparto delle spese, con l’onere per l’amministratore di condominio, in caso di opposizione, di fornire la prova dell’esistenza del credito.

Licia Divella, consulente giuridico.

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