Daniela Ducato, una donna al vertice della blue economy

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Autore: Rossana Saponaro

Daniela Ducato è una imprenditrice sarda tra le più conosciute e apprezzate in Italia e nel Mondo. La chiave del suo successo? Fare degli scarti della produzione, o meglio delle eccedenze come le chiama lei, una risorsa per il settore della bioedilizia.

Spesso in questo blog facciamo riferimento alle best practice e agli esempi virtuosi di uomini e donne che riteniamo, con i loro pensieri tramutati in azioni, possano cambiare il futuro del pianeta. Siamo convinti che la protagonista di questa rubrica sia tra queste persone. Ma chi è Daniela Ducato? Cresciuta in una azienda di famiglia tra le schede tecniche dei materiali edili, è una donna che crede molto nelle relazioni, nell’innovazione, nella tutela ambientale e nello sviluppo. 

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L’ultima edizione di Expo Casa, tenutasi due weekend fa a Perugia, l’ha vista ospite d’onore di uno spazio intitolato: “Le filiere Edizero Architecture of peace”, produzioni “petrol free” e “fossil free” per edilizia, architettura, ingegneria ambientale e agrotecnica: dall’efficientamento energetico al restauro, dai tetti verdi al disinquinamento di mari e suoli, dal risanamento del terreno al risparmio di acqua e fertilizzanti. VERSO NUOVI MO(N)DI DELL’ABITARE.”

Perchè “Edizero Architetture di Pace”? “[…] non usa i prodotti derivati dal petrolio, prima causa di guerra nel mondo […] non utilizza neanche le risorse coltivate nei campi ma solo le eccedenze provenienti dal regno vegetale e animale. Scarti e sotto lavorazioni che, terminato il loro ciclo di vita, devono tornare alla terra e fecondarla spiega Daniela.

E’ questo il principio fondante dell’economia circolare su cui basa la sua attività di ricerca. La Posidonia marina spiaggiata e difficile da smaltire per molti comuni della costa, gli scarti della lana di pecora (il manto dal filo corto), il latte e varie altre eccedenze vegetali e della pastorizia, non devono rappresentare un problema ecologico ma un’opportunità per l’edilizia ecocompatibile.

Daniela Ducato dal 2008 è riuscita a metter su il Polo Produttivo per la Bioedilizia “CasaVerdeCO2.0″. Una realtà imprenditoriale che raggruppa più di 75 aziende (42 con sede in Saredegna) con oltre 600 posti di lavoro“Qui l’innovazione si fa attraverso lo scambio, per promuovere l’utilizzo di materie e prodotti realizzati senza ulteriore consumo di suolo e di denaro pubblico e senza ulteriori aggravi di CO2″ precisa la coordinatrice.

Dalle eccedenze della terra, Daniela ricava le materie prime da cui produce: Edilana (isolante termico, igrometrico, acustico e di purificazione dell’aria) dagli scarti della lana di pecora; Edilatte (vernici, pitture e finiture) dagli scarti del latte del formaggio, del vino, dell’olio, del miele, della lana e della terra cruda; Edimare (pannelli isolanti) dalle poseidonie ammassate sulle spiagge sarde insieme alla lana di pecora e alla fibra di legno; Editerra, dall’attività delle farfalle e delle formiche, “un prodotto innovativo a base di terra cruda e lana di pecora che produce l’efficienza termica con una tecnologia che non ci fa consumare energie”. Tutti questi materiali hanno la certificazione del 100% di tracciabilità ambientale.

Il coraggio di investire negli scarti vegetali, animali e minerali, ha portato Daniela Ducato in giro per il mondo. L’ambasciatrice della blue economy, una sorta di green economy 2.0, continua, infatti, a ricevere premi e riconoscimenti autorevoli. Tra i più importanti vogliamo ricordare l’onorificenza di Ufficiale all’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” al Quirinale, conferitale, l’8 marzo del 2015, dal Presidente Mattarella in occasione della giornata dal tema “Donne per la Terra”. Ma anche migliore innovatrice europea del settore eco-friendly a Stoccolma, la patria svedese delle politiche green. Fino al prestigioso riconoscimento in occasione del “Forum mondiale dell’economia e della parità di genere”, svoltosi a New Delhi, col quale Daniela Ducato è stata inserita tra le 20 persone che sul fronte della produzione di biomateriali stanno cambiando il pianeta.

Chi lo avrebbe mai detto, i prodotti della terra sarda si rivelano principale fonte di ricchezza di tante piccole aziende radicate su un territorio all’apparenza tra i più poveri d’italia. “Il nostro segreto è aver guardato il mondo con gli occhi della collaborazione, della cooperazione e della ricchezza e non con quelli del denaro. […] La filosofia della filiera Edizero mixa la sostenibilità ambientale con quella sociale ed economica. Il rispetto del territorio non è l’unica priorità, c’è anche una concreta attenzione per le persone e per una gestione sostenibile del denaro.”

E’ proprio vero, la natura non fa niente a caso. In realtà lo scarto non esiste. Fa parte di un equilibrio perfetto, all’interno del quale è una risorsa.

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