Criteri ambientali minimi, modificato il decreto

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Autore: Staff

Criteri ambientali minimi (CAM), è stato pubblicato in gazzetta il nuovo decreto attuativo. Gli standard di sostenibilità diventano requisiti necessari per l’accesso al bando e soprattutto premianti in fase di aggiudicazione.

Lo scorso febbraio abbiamo affrontato per la prima volta l’argomento CAM ponendoci un interrogativo ben preciso. Appalti, cosa cambia con l’introduzione dei criteri ambientali minimi?

Lo scorso 6 novembre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 11 ottobre 2017 recante “Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici..

Il nuovo decreto, costituito da un solo articolo, contiene un allegato che sostituisce in toto l’allegato 2 relativo al DM 11 gennaio 2017. Fa seguito a tutti i precedenti decreti sui criteri ambientali minimi pubblicati successivamente all’entrata in vigore del Codice dei contratti di cui al D.lgs. n. 50/2016, per ultimo quello del 27 settembre 2017 sui Criteri Ambientali Minimi per l’acquisizione di sorgenti luminose per illuminazione pubblica, l’acquisizione di apparecchi per illuminazione pubblica, l’affidamento del servizio di progettazione di impianti per illuminazione pubblica“.

I criteri ambientali minimi sono fondamentali per gli acquisti della pubblica amministrazione. Il nuovo Codice  appalti impone alle pubbliche amministrazioni di ottenere almeno il livello di sostenibilità indicato dai CAM per ogni categoria di prodotto o servizio acquistato.

In particolare, il comma 3 dell’articolo 1 del recentissimo decreto riporta precise prescrizioni. Le stazioni appaltanti, in riferimento agli interventi effettuati nelle zone territoriali omogenee (ZTO) «A» e «B», di cui al decreto interministeriale del 2 aprile 1968 n. 1444, per le tipologie di intervento riguardanti gli interventi ristrutturazione edilizia, comprensiva degli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, potranno applicare in misura diversa, motivandone le ragioni, le prescrizioni previste dai seguenti criteri dell’allegato:

  • riduzione del consumo di suolo e mantenimento della permeabilita’ dei suoli, relativamente alla superficie territoriale permeabile della superficie di progetto e alla superficie da destinare a verde;
  • illuminazione naturale.

Tali criteri non vanno a sostituirsi a quelli normalmente contenuti in un capitolato tecnico, bensì vanno ad aggiungersi alle prescrizioni.

Il documento fa parte del piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione. Indica una serie di criteri, sia per le gare d’appalto che per l’esecuzione dei contratti, che la PA deve preoccuparsi di aggiornare periodicamente. Spetta alle Regioni la facoltà di normare restrizioni ancor meno impattanti, esigendo così requisiti ancor più stringenti per imprese e stazioni appaltanti.

Resta aggiornato. Continua a seguirci.

 

 

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