Contabilizzazione del calore in condominio

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Autore: Staff

La ripartizione della spesa del calore negli edifici condominiali dotati di teleriscaldamento ed impianti termici centralizzati, è avvenuta per decenni in base alle tabelle millesimali o ai metri cubi, senza tener conto degli effettivi consumi delle singole unità abitative.

Questo ovviamente ha comportato, nel tempo, un dispendio di energia a cui l’Unione Europea da sempre ha cercato di porre rimedio, soprattutto con la Direttiva Europea 2012/27/UE sull’efficienza energetica attuata in Italia con il D. lgs. 102/2014 e modificato dal D. lgs. 141/2016.

L’U.E. per raggiungere l’obiettivo di un più alto risparmio energetico ha previsto l’obbligo per ciascuna unità immobiliare di un condominio o super condominio, servito da impianto termico centralizzato o di teleriscaldamento, di sostituire il sistema centralizzato con l’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione individuale del calore.

Le singole unità abitative infatti devono essere dotate di dispositivi atti a misurare il calore come ad es. le termovalvole, con previa progettazione obbligatoria secondo la l. 10/91, un’installazione da parte di professionisti abilitati ed un collaudo.

Tanti ed immediati i vantaggi che ne conseguono, la contabilizzazione individuale permette quindi al condomino di gestire l’erogazione del calore in base alle proprie esigenze, di responsabilizzarsi in ordine al suo risparmio e allo stesso tempo ripartire i costi legandoli all’effettivo consumo di calore o acqua calda.

L’obbligo di dotare le singole unità immobiliari di tali impianti termici, è in vigore sin dalla data di pubblicazione della legge attuativa della Dir. UE in Gazzetta Ufficiale (19.07.2014), ma per consentire ai condomini il tempo necessario per adeguarsi, la normativa ha previsto un termine più ampio per l’applicazione delle sanzioni per chi non provvede (multe da € 500 a €2.500), termine che il Consiglio dei Ministri con il c.d. Decreto Milleproroghe ha prorogato sino al mese di giugno 2017.

Tale termine per gli addetti ai lavori non costituisce un grande guadagno di tempo in quanto è risaputo che l’installazione delle valvole termostatiche avviene di norma durante l’estate, per poter lavorare ad impianti spenti e con termosifoni vuoti. Significa quindi che entro giugno 2017 gli impianti debbano essere già regolarmente funzionanti.

La ripartizione delle spese risponde quindi al principio secondo cui ciascun utente paga in base all’effettivo consumo già insito nell’art. 26 l. 10/91 come modificata dalla c.d. Riforma del Condominio, e da ultimo confermato dalla Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 6128 del 9 marzo 2017, ribadisce che “il riparto degli oneri di riscaldamento, negli edifici condominiali in cui siano stati adottati sistemi di termoregolazione e contabilizzazione individuale, va fatto per legge in base al consumo effettivamente registrato”, sicchè sarà nulla ed impugnabile anche oltre il termine perentorio di 30 gg, qualsiasi deliberazione assembleare adottata in violazione dei criteri normativi o regolamentari del settore.

Per il calcolo dei consumi effettivi, si fa riferimento alla norma di settore UNI 10200:2015, elaborata dalla Commissione Tecnica 803 del Comitato Termotecnico Italiano. Tale norma individua la spesa totale per il servizio di riscaldamento, suddivisa in quota variabile e quota fissa.

Sono considerati infatti sia i consumi volontari, gli effettivi prelievi di calore gestiti dell’utente (dipende dal livello di temperatura segnato dai contatori, livello di isolamento ecc ecc) sia i consumi involontari legati per lo più alla dispersione di calore dell’impianto e ai costi fissi del servizio di riscaldamento (spesa per la conduzione della Centrale Termica,  la manutenzione ordinaria e la gestione del servizio di contabilizzazione del calore).

Elisabetta Belviso, consulente giuridico.

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