Condominio: storia di bacheca e di privacy

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Autore: Gennaro Del Core

Per la serie “Vita da condomini” abbiamo ricevuto il racconto di una vicenda davvero curiosa ma, purtroppo, molto frequente in condominio, laddove si maneggi poco e male il tema della privacy. Questa è la storia di Maria, Luigi e dell’amministratore Marco che ha commesso un grave errore secondo il Gdpr.

Maria, dottoressa di 67 anni ed in pensione, vive a Mantova ed è stanca di tornare a casa, dopo aver fatto visita alle nipotine, e non essere mai sicura di poter parcheggiare la sua vettura nel posto auto di sua proprietà. La ragione è sempre la stessa: Luigi. Inquilino del terzo piano, in affitto da due anni, con moglie e bimbo piccolo di 8 mesi. Lui, 38 anni e assicuratore sempre di fretta, si divide tra impegni di famiglia e di lavoro e, soprattutto, ha il vizio di non fare attenzione quando parcheggia la sua coupé.

Un giorno Maria, stanca di dover tornare a casa ed aspettare Luigi per poter parcheggiare e finalmente mettersi comoda in casa, decide di fotografare l’auto e di inviare il tutto all’amministratore di condominio, Marco. Lei voleva solo mettersi in pantofole e non dover aspettare i comodi di Luigi. Marco, amministratore esasperato dai tanti piccoli problemi quotidiani che gli provengono da tutti gli stabili che amministra, un po’ per stanchezza e un po’ per superficialità, compie un errore gravissimo. Decide di stampare la mail di Maria e di affiggerla in bacheca condominiale, proprio nel portone. In pochi minuti tutti i condòmini leggono la denuncia di Maria.

Il problema, infatti, è che Marco, ha dimenticato di coprire tutti i dati, sia della mail che della vettura in foto, consentendo così di identificare chi ha effettuato quella denuncia.

Un disastro di buon senso oltre che una palese violazione del Gdpr, regolamento europeo 2016/679, che disciplina la tutela dei dati delle persone. Anche in condominio, ovviamente (qui un articolo sul trattamento dei dati personali da parte degli amministratori di condominio). Marco ha corso un grande rischio, questa palese violazione potrebbe costargli non solo l’incarico in quel condominio, a questo punto il male minore, ma soprattutto una segnalazione al Garante, con conseguente indagine.

I tre protagonisti della nostra storia si sono convocati per chiarie la faccenda una volta per tutte. In un confronto acceso, Marco ha riconosciuto il suo errore e chiesto scusa a Maria che, per sua fortuna, ha deciso di non procedere per vie legali. Luigi, dal canto suo, conscio di aver inconsapevolmente causato l’incidente diplomatico in condomino, ha promesso di avere la giusta attenzione quando parcheggia. Maria, a parte il disagio di vedersi pubblicata in bacheca, ha ottenuto finalmente di poter rientrare a casa e lasciare la sua auto in tutta tranquillità, senza preoccuparsi di trovare il posto occupato.

Per concludere, spesso non ci rendiamo conto della superficialità con la quale ci approcciamo al tema della privacy. Ci voleva una norma europea, e peraltro contestata e disattesa in tanti casi, per ricondurre tutti ad una maggiore attenzione verso quei dati, che prima si dicevano “sensibili”, che identificano o potrebbero consentire di identificare una persona.

Se hai bisogno di approfondire il tema del Gdpr, leggi questo blog.

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