Condominio solidale: utopia o realtà?

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Autore: Gennaro Del Core

Il condominio solidale consiste in un’evoluzione del concetto stesso di condominio, considerato, nell’accezione più comune oltre che normativa, come un luogo fisico e basta. Tuttavia, sono diversi ormai i casi in Italia dove il luogo fisico sta assumendo i contorni di una comunità.

Uno stile di vita fondato sulle regole del buon vicinato ma non solo, anche improntato al sostegno ed alla solidarietà reciproca. Una condivisione di tempo, più che di mezzi, finalizzata alla risoluzione di eventuali controversie ma anche di problemi legati alla vita quotidiana di ognuno.

Facciamo alcuni esempi.

Milano, quartiere Greco. Tre cooperative, “Spazio Aperto Servizi”, “Cascina Biblioteca” e “Farsi Prossimo”, hanno dato vita al consorzio “Oikos”, termine con il quale nell’Antica Grecia ci si riferiva all’unità alla base della società, casa o famiglia che fosse. Dopo cinque anni di intenso lavoro il risultato del progetto è stata una palazzina di quattro piani, nei pressi della Chiesa di San Martino in Greco, ricevuta dalla Curia, per 30 anni, sotto forma di donazione modale del diritto di superficie. La ristrutturazione della stessa, che risultava dismessa da tempo, è stata realizzata grazie all’intervento della Comunità di Sant’Egidio e della Fondazione Idea Vita.

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A fondamento del progetto reale un’idea generale di fondo orientata al co-housing. L’obiettivo dichiarato è l’autonomia di persone fragili attraverso attività di accoglienza temporanea, un modello di convivenza in cui le persone non siano esclusivamente utenti passivi ma soggetti attivamente coinvolti come risorse. La caratteristica del progetto è proprio aver messo insieme persone diverse, per estrazione e provenienze, per una finalità comune.

Firenze, quartiere Novoli. Un altro caso di applicazione pratica di uno stile di vita diverso e orientato alla persona è quello della “Casa della Carità”. Un progetto affidato alla Caritas per individuare una risposta concreta all’emergenza abitativa ma anche alle sempre più pressanti esigenze di servizi.

Tanti sono i casi in tutta Italia, non solo affidati ad enti ecclesiastici. Un condominio solidale si concretizza anche senza un gestore esterno. Si tratta di risolvere le incombenze quotidiane, come pagare le bollette, ma anche occuparsi dei più deboli, degli anziani che necessitino cure o di bimbi.

Anche la Pubblica Amministrazione ha scoperto i vantaggi del condominio solidale. Le ricadute sia in termini sociali che economici sono evidenti. E’ il caso della Regione Sardegna che, con un bando specifico, ha cominciato a definire il condominio come “unità di misura” delle relazioni interpersonali.

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E’ stata lanciata una sperimentazione improntata sulla teoria economico-sociale dei beni relazionali. In particolare, sono stati previsti interventi in quattro quartieri della città di Sassari in cui, dopo una fase di informazione e sensibilizzazione, sono state realizzate attività di scambio con i condomini. Tra le attività, solo per citare qualche esempio che renda l’idea, ci sono quelle all’aperto come i gruppi di camminata o addirittura ginnastica nell’atrio. Ma anche attività legate alla socializzazione, eventi per la presentazione dei condomini, feste di compleanno, di quartiere, spazi-gioco per bambini con merenda o té.

Per concludere, i primi passi sono stati compiuti. Ora l’obiettivo di tutti deve essere proseguire su questa strada. Per il recupero delle relazioni personali, per il risparmio economico, per i benefici ambientali. Sono tante le motivazioni che ci fanno preferire questa scelta di vita in un luogo che spesso si è caratterizzato per storie di solitudine ed abbandono.

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